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Pepsy Romanoff: «Così ho trasformato Modena Park in un film»

Pepsy Romanoff: «Così ho trasformato Modena Park in un film»

Il regista del film in uscita il 1 dicembre in alcune sale selezionate italiane (A Modena Raffaello e Victoria) racconta il lavoro, durato mesi, per riassumere l’evento «La folla, le sue parole e il concerto vissuto come stare sul palco accanto al Kom»

Modena Park, il film. Il trailer di Vasco Approda sul grande schermo Vasco Modena Park - Il film, il racconto dell'evento che il 1 luglio a Modena ha visto Vasco protagonista assoluto assieme ai 220 mila spettatori accorsi per partecipare al live dei record per i 40 anni di carriera del rocker. L'appuntamento per il 1 dicembre in alcuni cinema selezionati e in tutte le sale d'Italia dal 4 al 7 dicembre, distribuito da QMI Stardust. Il trailer da youtube

MODENA. «Per me Modena Park è davvero come se non fosse mai finito... Per circa quattro mesi sono stato nuovamente immerso nelle immagini, nei suoni e nelle emozioni di un evento davvero unico e irripetibile. E abbiamo lavorato per far sì che il primo dicembre, e nei giorni successivi, tutte quelle emozioni possano tornare al pubblico. Quelli che c’erano e, soprattutto, quelli che non c’erano».

Parole di Pepsy Romanoff, il regista di “Vasco, Modena Park il film” in arrivo nelle sale cinematografiche di tutta Italia il 1 dicembre e in programmazione dal 4 al 7 dicembre. Un evento speciale, per un lungometraggio di circa 2 ore e mezza, che farà rivivere le emozioni del concerto dei 225 mila spettatori. Non sarà la riproposizione nuda e cruda dello spettacolo; Vasco e Pepsy Romanoff hanno, infatti, concepito il film come un viaggio all’interno di Modena Park, dove il pubblico sarà accompagnato a scoprire il concerto dal di dentro. «Sarà come essere sul palco insieme a Vasco - racconta Pepsy che quell’emozione l’ha vissuta con la sua telecamera - Oltre a quelli della rockstar e del cantante, Vasco vestirà anche i panni della guida, di “Caronte” come mi piace immaginarlo. Accompagna lo spettatore a scoprire l’universo Vasco. Oltre a buona parte del concerto, riproposto con sonorità ed immagini cinematografiche d’eccellenza, ci sono alcuni inserti realizzati da Vasco, in tutto venti minuti, proprio per questo film».



Vasco è ripreso in primo piano, in bianco e nero. «Ho fatto una sorta di “indagine” sul suo volto - riprende Pepsy - sui segni che la vita ha impresso sul suo viso. Un volto sul quale passano scintille colorate di brace rossa a significare il motore del rocker che è sempre acceso, pronto a rimettersi in moto. Lui si racconta su tre temi diversi. Il comune denominatore è la musica che ha segnato il suo passato, il suo presente e poi tutto si è trasformato in un grande sogno. Che ha realizzato».



A proposito di sogno. Modena Park è stato un evento unico nel suo genere. Il tuo ricordo qual è?

«Devo dire che molte cose, i giorni seguenti, non me le ricordavo. Ho vissuto quella giornata, come in trance. Con il tempo, grazie anche alle immagini del concerto, i ricordi sono riaffiorati. E ho ricostruito il tutto, ho metabolizzato. Ed è il ricordo di un evento davvero unico, scaturito dall’idea geniale di un artista geniale, che ci ha portato a lavorare un anno intero per arrivare a uno spettacolo unico dove non si poteva sbagliare, perché non c’erano repliche. Come dice il titolo del libro ufficiale è stata “La tempesta perfetta” tutto è filato liscio, lui e la band non hanno sbagliato niente».



Il tuo momento indelebile?

«Sono due. Il primo è il brano “I soliti” dove Vasco ha cantato per una parte spalle al pubblico, “duettando” con me, meglio con la telecamera che tenevo puntata su di lui per far vedere il pubblico che aveva alle spalle. Lui cantava e io giravo attorno a lui con la telecamera sul palco. Emozionante perché ha condiviso il palco con me e con chi attraverso l’obiettivo era a casa. L’altro è il suo arrivo sul palco, raccontato anche qui con la telecamera in bianco e nero. L’uscita dal camerino, l’avvicinamento al palco e il momento in cui prende fiato e inizia Modena Park...».

Vasco ha fatto richieste particolari ? Lo ha visto?

«Sì lo ha visto e ha detto che si è emozionato nel vedere fermati momenti, attimi resi unici e dilatati nel tempo. Non mi ha dato indicazioni particolari, ci ha lasciato autonomia. Ha però proposto una sua scaletta di brani da inserire, senza però alterare l’esecuzione cronologica del concerto».

I momenti da non perdere?

«Il film è un documento che racconta un evento, il suo protagonista e il suo pubblico. Sono tanti e ognuno avrà il suo. A me piace l’arrivo in elicottero, come un generale che arriva a guidare il suo esercito e lo scopre, immenso, dietro la collina. In questa parte ho provato a raccontarlo come un condottiero prima di una grande impresa. Lui è un comandante è un grande condottiero e credo gli vada riconosciuto. E con la sua musica e questo evento ha contribuito ad alzare il livello qualitativo della musica italiana nel mondo».


 

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