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Il Comune di Carpi: «Seguiamo il caso della sposa bambina»

L’ufficio Statistica annota la presenza di una ragazzina minorenne coniugata. Il Comune: «La teniamo controllata»

CARPI. Anche a Carpi c’è una sposa bambina. La piaga che in alcuni paesi del mondo rappresenta un’usanza consolidata da secoli è approdato anche in città. Lo dice l’ufficio Statistica, nei dati relativi alla popolazione, in cui è presente una 16enne che risulta coniugata.

In Italia è vietato dalla legge contrarre matrimonio se si è minorenni, ad eccezione per chi ha compiuto 16 anni e sia autorizzato dal Tribunale. Ma la tradizione dei matrimoni forzati ha trovato una scappatoia: spesso, infatti, gli accordi vengono presi tra le famiglie che vivono in Italia e il perfezionamento della cerimonia avviene all’estero, nel paese d’origine. I dati, sulla base delle denunce, testimoniano di numerosi minorenni vendute a un marito straniero, in cambio di denaro e del mantenimento della ragazzina anche in un paese estero rispetto a quello dove si è contratto il matrimonio.

Il Comune è a conoscenza della presenza, anche in città, di una sposa bambina. «C’è molta attenzione a casi come questo, che suscita preoccupazione - spiega Milena Saina, assessore all’Immigrazione - Si cerca di prestare attenzione affinché questa ragazzina riceva sostegno in caso di un’eventuale maternità e vengono tenute sotto controllo anche altre sfaccettature. Si cerca di prestare attenzione al fatto che non si disperda e alla possibilità di mantenere sempre il filo del dialogo perché la situazione non diventi sommersa. La ragazzina in questione è pakistana. Ed è l’unico caso ufficiale di cui abbiamo notizia. Diventa, tuttavia, difficile monitorare il dato delle spose bambine presenti sul nostro territorio con esattezza, dal momento che numerosi nuclei famigliari si spostano con facilità» conclude l’assessore Saina.

Anche i Servizi sociali comunali tengono alta la guardia. «Negli uffici l’attenzione è sempre altissima verso le situazioni critiche e difficili - sottolinea l’assessore ai servizi sociali Daniela Depietri - Riguardo al fenomeno delle spose bambine noi abbiamo le mani legate. Va però detto che non ci è giunta alcuna segnalazione, quindi non c’è un percorso specifico relativo a questa singola vicenda. Io personalmente sono del parere che si debbano rispettare le leggi del luogo

in cui si vive. Leggi che vengono, però, aggirate attraverso il matrimonio contratto nel paese d’origine e poi siglato qui. Non è facile, poi, monitorare questo fenomeno si pensi a quanti casi di spose bambine possono, potenzialmente, esistere anche tra cittadini italiani».
 

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