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Modena, pelle e creatività Serena trasforma i sogni in borsette

Modena, pelle e creatività Serena trasforma i sogni in borsette

Dopo la laurea ha scelto di diventare artigiana Sabato aprirà una sua bottega in via Bruini

Serena Carboni è una giovane e intraprendente artigiana. Dopo il diploma si è laureata in Geologia. Mentre faceva l’università teneva la contabilità del padre Roberto che ha un’officina di manutenzione di macchine per fonderia. Ma il suo sogno fin da bambina era un altro: lavorare la pelle. Ha frequentato un corso di taglio e cucito dove ha imparato a disegnare e a ritagliare i cartamodelli. La sua passione era da sempre disegnare, ritagliare e cucire borsette prima in stoffa e poi in pelle. È fondamentalmente un’autodidatta. L’artigiano difficilmente racconta i suoi segreti. E così Serena si è dovuta arrangiare sia nel disegnare e tagliare modelli che nella ricerca dei migliori fornitori di materiale per le sue borsette. «Mi ha molto aiutato una amica ucraina, Roksolyana, incontrata durante il corso - racconta - specializzata in sartoria e articoli in pelle».

Serena cominciò a esporre i suoi originali manufatti preparati in casa, nei mercatini dei paesi e nelle fiere dei Fai da Te, firmati da un piccolo ciondolo metallico con la scritta ‘Serry’. «I mie prodotti piacevano e addirittura certe signore cominciarono a commissionare dei particolari modelli; io compro la pelle, le catenelle, le borchie, le lampo e le chiusure particolari, il resto lo faccio io. Ogni modello è un prototipo; disegno il modello, taglio la pelle con un coltello, poi cucio con una macchina per cucire la pelle; le rifiniture vanno fatte tutte a mano».

Le ordinazioni crescevano e così la giovane pellettiera, ha deciso dopo tre anni di aprire una sua bottega, in via Bruini 29. Sabato alle 17 ci sarà l’inaugurazione e l’apertura ufficiale.



Nel suo laboratorio c’è un tavolo dove Serena disegna, taglia e assembla le diverse parti; una macchina da cucire e poi una serie di vetrinette dove sono esposti alcuni modelli della sua collezione. Ogni borsetta è un’opera di artigianato unico. Il cliente sceglie il modello, il colore e il tipo di materiale, alle volte suggerisce cambiamenti o ordina una cosa particolare. «Questo lavoro mi piace perché è vario, posso liberamente creare nuovi oggetti; mi sento fortunata perché sto realizzando un mio sogno e una passione, anche grazie alla vicinanza e alla solidarietà di tanti amici; realizzo borse, borsette, porta cellulari, zainetti, tracolle ma anche braccialetti, orecchini, collane o altri oggetti che mi vengono commissionati».

Il suo laboratorio è in un capannoncino di un’ex officina. Si trova al centro del vecchio e glorioso Villaggio Artigiano a Modena Ovest, voluto dal sindaco Corassori nel 1951. Dopo il trasferimento di molte officine e fabbriche, rischia progressivamente di morire. Che una giovane imprenditrice scommetta sul suo lavoro, è un segno positivo e di speranza, sia perché la nuova bottega artigianale mette le radici al Villaggio Artigiano, ma specialmente perché la Serena giovane laureata sceglie di lavorare con le mani, di fare l’artigiana creativa che realizza modelli nuovi, a contatto diretto con i clienti.

Forse è un messaggio di speranza e l’invito d altri giovani e ragazze a non pretendere sempre una professione ‘adatta’ agli studi che hanno fatto ma di cercarsi un lavoro che a loro piace o ad inventarsi come ha fatto la Serena, una cosa nuova originale e artigianale.
 

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