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La truffa sale a sei milioni e i soldi non si trovano più

Altri nuovi dieci casi denunciati dopo che la vicenda è diventata pubblica  C’è chi vuole rivalersi contro le banche e chi si è salvato il giorno prima di versare 

«Per fortuna che ho letto i giornali: soltanto così mi sono accorto che il mio consulente finanziario, quella persone che io consideravo di assoluta fiducia altro non era che un truffatore. Incredibile. Posso dire di essere stato “miracolato”: il giorno dopo avrei dovuto consegnarli ben 100mila euro. Ero pronto a farlo, lo avrei incontrato e gli avrei dato la mia disponibilità a investirli».

Così un risparmiatore modenese, graziato dalla diffusione dell’inchiesta sul “suo” fidato broker finanziario, il, 54enne Alessandro Ansaloni, indagini della Finanza condotte sotto l’egida della procura di Modena , pubblico ministero Claudia Ferretti, che hanno portato agli arresti domiciliari il consulente finanziario, radiato dall’albo dalla Consob. Da quando si è sparsa la notizia del suo arresto, è stato un fioccare di denunce.

Almeno una decina di nuovi casi, di persone (in tutto una quarantina) che hanno perso tutti i propri risparmi perché si erano fidati di lui, dei suoi modi gentili, dei suoi grafici che faceva vedere per avvalorare i gli investimenti proposti ma che altro non erano che prospetti su tutoli, dei grafici che facilmente chiunque può scaricare da internet. Ansaloni è stato arrestato circa un mese fa dalla Guardia di Finanza di Modena per truffa continuata ed aggravata nonché per autoriciclaggio. Viene ritenuto responsabile di un maxi raggiro ai danni di risparmiatori, famiglie, imprenditori, pensionati, gente comune non solo modenesi ma anche da fuori provincia (rra questi anche un avvocati di Forlì che avrebbe versato parecchio denaro): una truffa confezionata col “metodo Ponzi”, quello per il quale si promettono buoni guadagni, si versano alcuni acconti giusto per imbonire i clienti ma questi soldi altro non sono che i versamenti di altri clienti finiti nella rete del promotore. Inoltre era molto abile nel convincere le proprie vittime, non prometteva risultati stratosferici, ma un guadagno proporzionato, una gestione “prudente”, veniva incontro alle esigenze dei clienti e questo non creava sospetti in loro.

Con lui è stato arrestato ed è ai domiciliari un complice, un tabaccaio, accusato di riciclaggio: in pratica questi aveva dato la disponibilità ad Ansaloni di usufruire dei propri conti correnti, un libero accesso dove finivano gli “investimenti” dei clienti. Le somme stazionavano su quei conti e poi riuscivano come contante “pulito, pronto per essere sperperato da Ansaloni che, come affermato dagli investigatori, non si faceva mancare nulla, in viaggi e acquisti di beni costosi. Inizialmente si parlava di un giro, anzi di un buco di almeno 5 milioni di euro: ora si può tranquillamente affermate che questa voragine di denaro ammonti a circa 6 milioni di euro, questo grazie alle nuove denunce contro Ansaloni e che, in alcuni casi, servono ai risparmiatori per rivalersi contro le banche, dalle quale comunque Ansaloni era stato allontanato ma che per un certo periodo è risultato
lavorare. Un modo per cercare di avere un rimborso, dalle banche e non da lui: pare infatti che di tutto quel denaro non vi sia traccia. C’è chi suggerisce l'ipotesi che Ansaloni stesso, vista la sua passione per il gioco, li abbia sperperati anche in sostanziose puntate al Lotto.

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