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Castelfrigo, le coop saltano

Inutile trattativa in Regione, il 31 dicembre saranno licenziati tutti i 127 lavoratori

CASTELNUOVO. Due notizie, giunte in meno di 24 ore, che segnano profondamente i soci-lavoratori della Work Service e della Ilia D.A, le due coop appaltatrici della Castelfrigo. Se da un lato si è conclusa la battaglia legale di due delegati Cgil che hanno ottenuto la riassunzione da parte della Work Service, in pochissime ore è arrivata da Bologna una notizia che colpisce duramente i 127 soci-lavoratori delle due coop. A decidere il reintegro di Hammond Roland e Amissah Charles Kwewu, i due delegati sindacali Cgil licenziati dalla Work Service l’1 agosto 2016, è stato il giudice del lavoro Luigi Bettini, il quale ha condannato la Work Service al pagamento di un risarcimento danni, pari alla retribuzione che sarebbe spettata ai lavoratori dal momento del loro licenziamento fino all’effettivo reintegro, versando i relativi contributi assistenziali e previdenziali. Ma il licenziamento continua ancora a pendere come una spada di Damocle sulle teste dei 127 soci-lavoratori della Work Service e dalla Ilia i cui presidenti hanno partecipato, per la prima volta e con un legale, al tavolo di salvaguardia occupazionale riunitosi ieri in Regione. Secca la sentenza: crisi aziendale e conferma dei licenziamenti. I vertici delle coop, ribadendo l’intenzione di non sospendere i licenziamenti, hanno comunicato la recessione del contratto di appalto con la Castelfrigo a partire dal 31 dicembre. Due le giustificazioni date: le gravi difficoltà economiche e finanziarie che si vanno ad unire con l’impossibilità aziendale di proseguire l’attività. «La rigidità dei vertici delle coop non favorisce l’individuazione di una soluzione che salvaguardi l’occupazione. Siamo molto preoccupati, la situazione si complica», ha affermato l’assessore regionale alle Politiche per la legalità, Massimo Mezzetti, presente al tavolo insieme ai rappresentanti dei lavoratori, alle organizzazioni sindacali regionali, territoriali e di categoria, al sindaco di Castelnuovo Paradisi e al rappresentante della Provincia
di Modena. «Ci sono troppe zone d’ombra, a tratti inquietanti, che vanno chiarite - prosegue Mezzetti-. La decisione di interrompere l’appalto e di licenziare ci conferma i tanti dubbi: continuiamo a lavorare per salvaguardare l’occupazione e dare una prospettiva ai lavoratori».

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