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Comune-Hera, polemiche in attesa della nuova nevicata

MONTESE. In attesa della prossima nevicata (prevista già in settimana) tiene banco in paese la polemica tra il Comune e Hera per i disservizi avvenuti nel territorio in occasione della recente...

MONTESE. In attesa della prossima nevicata (prevista già in settimana) tiene banco in paese la polemica tra il Comune e Hera per i disservizi avvenuti nel territorio in occasione della recente copiosa nevicata.

È stata infatti una presa di posizione netta e unanime, quella del Consiglio Comunale che ha approvato un ordine del giorno contestando l’operato di Hera. Per il sindaco Luciano Mazza e l’intero consiglio comunale come è noto sul banco degli imputati ci sono società controllate da Hera e Enel «colpevoli di non aver provveduto in maniera adeguata alla manutenzione delle reti e alla potatura di piante e rami pendenti sulle linee elettriche, a nulla valendo i rituali proclami di aver provveduto tempestivamente. Emerge inoltre, senza dubbio, che l’organico addetto, è stato ridotto drasticamente, specie in zone fragili e demograficamente deboli come quelle dell’Appennino».

Accuse fuori luogo per Hera che ricorda come «la quasi totalità dei guasti rilevati durante l’emergenza meteo di novembre è stata provocata da rami o piante che, appesantiti dalla neve, si sono appoggiati o abbattuti sulle linee, ed è errato attribuire questi episodi alla mancata manutenzione delle fasce di rispetto. Nel comune di Montese ad esempio, negli anni 2016/2017 Inrete ha investito circa 80.000 euro per gli interventi di taglio e pulizia. Nello stesso biennio le reti dei comuni dell’appennino modenese erano state ispezionate sia con metodi tradizionali sia con l’ausilio delle tecnologie più evolute disponibili, come elicotteri dotati di termocamere e droni. Piuttosto, occorre ricordare che le fasce di rispetto hanno un’ampiezza che varia dai 5 ai 7 metri da ciascun lato della linea, e che le piante immediatamente circostanti possono arrivare a svettare sin oltre i 20 metri. È quindi inevitabile che fenomeni metereologici particolarmente intensi, come forti raffiche di vento o a maggior ragione ingenti nevicate, causino danni alle infrastrutture. Anche l’ipotesi che la presenza di persone sul territorio sia diminuita rispetto al passato è priva di fondamento: da anni il presidio delle reti e degli impianti è assolutamente rimasto il medesimo, se non in alcuni casi rafforzato.
È il caso, ad esempio di Montese, che in questi mesi, a fronte di un presidio normalmente di quattro persone, vede la presenza di cinque addetti. Subito integrati in caso di emergenza».

Uno scambio di accuse all’esame della prossima nevicata...

Federico Covili

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