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Modena automobilista picchiata: condannati due vigili

Passamonte condannato a 2 anni e 6 mesi, Torelli a 1 anno e 4 mesi Il pm aveva chiesto richiesta di 3 anni e 6 mesi di carcere per il primo e  2 anni e 3 mesi per il secondo. La difesa ha già annunciato ricorso in appello

MODENA. Due anni e 6 mesi a Paolo Passamonte, per lesioni aggravate e per aver modificato il rapporto di servizio sull'episodio. Un anno e 4 mesi (pena sospesa) invece per il suo collega Patrizio Torelli, ritenuto colpevole ma non di lesioni sulla vittima. Questa la setenza letta dal giudice Domenico Truppa al termine del processo sul caso di pestaggio di un'automobilista ubriaca, da parte di due agenti della polizia municipale di Modena, avvenuto la sera del 28 luglio 2013 sulla tangenziale. Pene ridotte rispetto alle richieste dell'accusa sostenuta dal magistrato Claudia Ferretti 

Ieri  il pm Claudia Ferretti, al termine di una lunga e appassionata requisitoria, aveva chiesto per Paolo Passamonte 3 anni e 6 mesi di carcere e per l’altro agente, Patrizio Torelli, due anni e 3 mesi di carcere. La differenza tra i due è che il pm ha fatto cadere l’accusa di lesioni alla donna per Torelli. Entrambi sono accusati del pestaggio e anche di falso ideologico per aver alterato la relazione di servizio per occultare i reati.

Nel corso dell'ultima udienza Il pm ha infatti ricostruito in dettaglio, con un serrato confronto di voci dei testi, quella sera del 28 luglio 2013. Un tamponamento causato dalla frenata improvvisa di una carpigiana. La conducente alterata che scappa a piedi in tangenziale. La segnalazione al 113 che manda la Volante a cercarla, la scoperta che è ubriaca e si dimena, l’ammanettamento e la consegna alla municipale. Fin qui una ricostruzione abbastanza pacifica. Segue una storia lacunosa e contraddittoria. La donna racconta che al passaggio di consegne viene riammanettata dalla municipale. Viene messa a pancia in giù con le mani chiuse sulla schiena. Si dimena.

A quel punto avviene una serie di lesioni pesanti al volto che portano alla frattura della mascella di una parte interna dell’orbita oculare più lesioni a una gamba e al le spalle. È stata lei stessa in un momento di autolesionismo, come scrivono gli Passamonte e Torelli? Oppure sono stati i due agenti a prenderla a calci, come sostiene lei? Il pm Ferretti ha puntato molto sulla ricostruzione dello stato psichico della donna alterata e ubriaca (tasso 1,30).

Non era psichicamente malata, disturbata o “intossicata” da alcol, ha detto documenti alla mano. Ha prodotto un documento importante: la relazione del medico curante che l’ha dichiarata “negativa” per mesi e mesi, dato che da ex tossicomane doveva sottoporsi a test del Sert per il rinnovo semestrale della patente. E poi la ricostruzione del medico legale Erjon Radeshi: non poteva farsi male da sola alle spalle e alla gamba, messa così; le fratture facciali non sono compatibili con una botta autoinferta contro il mezzo dell’Antinfortunistica. Insomma: sono stati gli agenti a pestarla.

Replicano le difese: assoluzione per entrambi: quella donna si è prodotta da sola le lesioni. L’avvocato Pier Francesco Rossi difende a spada

tratta Passamonte: è provato che la donna era fuori di sé, ubriaca, aggressiva e incapace di controllarsi. Soprattutto, nessuno ha visto quel pestaggio. Passamonte è quindi innocente. Non a caso i legali di entrambi gli imputati hanno già annunciato immediato ricorso in appello
 

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