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Modena, “Forno di Johnny” fallito

Finisce nei debiti il piccolo impero del pane che a Modena raggiunse nove negozi con un solo brand

MODENA Era il proprietario di un piccolo impero commerciale locale: nessun marchio ha mai avuto tanti negozi a Modena. Ora, dopo anni di crisi, è arrivata la dichiarazione di fallimento. Il “Forno di Johnny” è finito nel nulla mentre il fisco pretende il pagamento di un’importante somma (ancora da quantificare) di imposte e contributi non versati.

IL CROLLO La fine di questa catena del pane che aveva dominato a Modena negli anni a cavallo del millennio è arrivata dal Tribunale di Modena che ha nominato curatore fallimentare il dottore commercialista Marco Manca. Che ha il difficile compito di racimolare i beni superstiti e soprattutto trovare Johnny Hamassani, il libanese più famoso di Modena, sparito dalla sua abitazione a Maranello

Di quell’impero arrivato a nove negozi con lo stesso brand nel 1999, era rimasto ben poco: un negozio in via Emilia Est con altro nome e la sede di via Cavour 44 che non reca insegne. Questo è la forma, la sostanza è tutta da verificare: il fascicolo è stato appena istruito. Si sa ancora troppo poco del lento tracollo del panificio. Il “Forno di Johnny”, come società, era stato cancellato d’ufficio dalla Camera di Commercio. L’istanza di fallimento è arrivata da Equitalia che vanta, come detto, crediti importanti. Le ricerche di Johnny Hamassani, che finora sarebbe irreperibile, proseguiranno.

A proposito della sua presunta irreperibilità, il suo legale avvocato Giorgia Guidetti con una lettera -inviata alla Gazzetta dopo la pubblicazione della vicedna - scrive testualmente "Johnny Hamassani, socio illimitatamente responsabile non è fallito; non si è reso irreperibile; non è sparito. Risiede,invece, regolarmente nel comune di Maranello dove si è recato anche di recente per il disbrigo di pratiche burocratiche ed a dimostrazione di ciò il mio assistito è in possesso di documentazione comprovante""

Finisce in questa nube di fumo una storia turbo-imprenditoriale unica a Modena, nata dall’iniziativa di un giovane imprenditore libanese che aveva visto giusto, aveva azzeccato le possibilità di espansione del settore panifici, che era arrivato a livelli commerciali mai visti in un territorio tutto sommato ristretto, arrivando quasi a far concorrenza a se stesso, che poi ha subito un lento ma inarrestabile declino finito col crac attuale.

IL GIOVANE IMPRENDITORE Il segreto del successo del giovane libanese era stato tratteggiato in un articolo di Sandro Bellei sul nostro giornale che ritraeva così il giovane imprenditore Johnny: «Vuole igiene, eleganza, grazia e gentilezza. Alle commesse ha insegnato a sorridere, a dire sempre “buona giornata”. Punta sulla tradizione». Era il 1998. Johnny era partito solo quattro anni prima da corso Vittorio Emanuele. Studente di Economia e Commercio, a 29 anni aveva deciso di rilevare quel forno tradizionale e farne un esperimento di marketing senza limiti. Arrivò il successo e a raffica aprì altri 8 negozi. Una cavalcata: Medaglie d’Oro, Puccini, Emilia Est, San Giovanni Bosco, Fratelli Rosselli e Cimone; e stava per aprirne altri due, in Monte Kosica e Luosi. Seguirono ampliamenti,

una pasticceria, due laboratori di grandi dimensioni. All’apice, controllava 9 negozi in città, alcuni franchising a Bologna e nella Bassa e 60 dipendenti. Produceva 10 quintali di pane al giorno quasi tutto venduto. Di quel successo non si è salvato nulla.


 

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