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Il vescovo di Modena: «Lasciate il Cinema Cavour»

Don Castellucci: «Abbiamo in progetto una seconda mensa per i poveri. Oggi le sale hanno impianti non più a norma»

Ex Cinema Cavour: al secondo giorno di occupazione, gli attivisti del Guernica rivendicano quelle sale in centro storico come una continuazione dell’esperienza al Cinema Olympia e puntano a riattivare la partecipazione dei modenesi. Ma la questione non è così semplice: alle denunce annunciate dal questore Filippo Santarelli (manifestazione non autorizzata e occupazione abusiva) si aggiunge ora la richiesta dell’arcivescovo monsignor Erio Castelucci, che chiede di lasciare la sala per far posto a un progetto sociale per i poveri. Al termine di un incontro col questore, il vescovo ha rilasciato una breve nota che culmina con queste frasi: «L’ex cinema, da tempo non a norma per l’apertura al pubblico, è stato destinato dalla Diocesi, grazie al lavoro della fondazione Auxilium, a diventare una seconda sede per la Mensa Ghirlandina, un ulteriore spazio a servizio della città e dei poveri. L’iter per la nuova destinazione è già stato avviato: è stato realizzato uno studio di fattibilità, per l’adeguamento degli spazi alla nuova funzione, ed è perciò stato chiesto all'Ufficio tecnico del Comune l'accesso agli atti riguardanti gli edifici, per completare la progettazione. Il desiderio era quello, nel rispetto delle norme vigenti, di aprire la nuova mensa a fine 2018: l’esperienza della Ghirlandina di via Leodoino infatti, come dice Lorenzo Selmi, direttore della Fondazione Auxilium, dimostra che Modena ha esigenza urgente di spazi di ristorazione sociale».

«La Diocesi chiede pertanto, nel rispetto della legalità, la restituzione degli spazi occupati», conclude la nota.

«Speriamo che tutto vada a finire bene - dice don Luciano Benassi, rappresentante legale dello stabile - l’occupazione per noi costituisce un rallentamento del progetto in corso per costruire entro il 2018 la seconda mensa self service aperta di sera per i disagiati e i poveri di Modena. È uguale a quella di via Leodoino, portata avanti da Bottura e altri chef».

Don Benassi poi ricorda la gloriosa storia di quel complesso pieno di cortiletti e porte che comprendeva la Chiesa del Paradisino con le sue meraviglie rinascimentali nascoste, il convento e il ritrovo attuale per gli ucraini uniati (cattolici). Presenza che potrebbe costituire un motivo di tensione: tra questi fedeli ucraini ci sono anche ultranazionalisti e estremisti di destra che potrebbero entrare in contato con gli autonomi.

Ma gli autonomi - che si dicono favorevoli in linea di massima al progetto per i poveri - hanno altri obiettivi per la sala cinema in disuso da 15 anni. Si legge in una nota pubblicata ieri pomeriggio: «Ci viene detto che per gli spazi bisognerebbe costituirsi associazione e poi “mettersi in fila”, ma se anche esistesse una fila per la richiesta di spazi è alquanto ovvio che la gestione degli stessi è totalmente fallimentare!»

«Quale fiducia si può quindi avere verso un’amministrazione comunale che propone un confronto ma non è nemmeno in grado di soddisfare le richieste di spazi che “legalmente” le arrivano? Per questo il Cinema Cavour 50 rappresenta un’assicurazione degli spazi sociali ed una garanzia per le future rivendicazioni». «Noi non chiediamo solo uno spazio, noi rivendichiamo anche la necessità di una gestione degli spazi per tutta la cittadinanza che sia finalmente inclusiva, accessibile e trasparente, che risponda realmente ai bisogni dei cittadini e che non rientri invece costantemente nell'alveo delle prebende», scrivono gli autonomi del Guernica.

Gli attivisti comunisti hanno anche già annunciato una serie di iniziative culturali legate
al cinema, dopo aver proiettato “Fantasia” di Disney che avevano in programma all’Olympia prima dello sgombero. Intanto, di giorno il cinema è chiuso da grosse catene e resta appeso un cartellino in francese che ricalca Magritte: «Ceci n’est pas un cinema». Ovvero: questo non è un cinema.

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