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L’ "Onda nera" mette in allarme Modena

Cosa si muove in vista della manifestazione di estrema destra contro lo Ius Soli autorizzata per il 15 dicembre in città. Forza Nuova, Veneto Fronte Skinheads, Azione Identitaria: gruppi di destra che si allargano intorno al circolo Terra dei Padri e ad Andrea casolari con il Veneto Fronte Skinheads

MODENA. Sono i fascisti del terzo millennio, capaci di riporre - almeno in pubblico - i loro vessilli storici, che hanno magari rinchiusi in camera o tatuati sulla pelle oltre che nel cuore. Ragazzi che hanno messo da parte i vecchi ideologi, i cui dettami vengono comunque applicati con cura, per occupare le strade e riempire quegli spazi di dissenso sociale sempre più tangibili anche a Modena.

PARVENZE ISTITUZIONALI. Perché è innegabile che i rigurgiti stanno prendendo forma e sostanza, alimentati dai social network e da quella rabbia latente verso tutto ciò che è “altro” e “diverso”. Lo fanno celandosi dietro una parvenza istituzionale, chiedendo alla questura tutte le autorizzazioni per svelarsi e manifestare, in nome di quell’ordine che vogliono ristabilire.

Al grido di “prima gli italiani” e “stop all’accoglienza business” le sigle destroidi si fanno spazio, sfruttando ogni occasione per farsi vedere, conoscere e anche apprezzare. La Modena antifascista, medaglia alla Resistenza, sta rapidamente cedendo loro campo se si fa eccezione per qualche manipolo di antagonisti e della Sinistra radicale e piccoli presidi a cui aderiscono, sembra più per facciata che per convinzione, le varie sfaccettature del centrosinistra.

L'ONDA NERA. Forza Nuova, Veneto Fronte Skinheads, Azione Identitaria: ecco i partiti e movimenti che raccolgono l’onda nera. La vecchia Fiamma Tricolore ha invece fatto perdere le proprie tracce dal radar nonostante una campagna di tesseramento che in Appennino aveva dato clamorosi risultati, sostituita dalla miriade di associazioni e circoli in cui la destra cresce, pensa e fa proselitismo.

IL CIRCOLO-CROGIOLO. La “Terra dei Padri” di via Niccolò Biondo a Modena è soltanto l’ultimo, importante crogiolo entro le cui mura si ritrovano per innalzare i valori e i codici del loro credo politico. Il suo presidente e fondatore, Fabio Di Maio, è stato immortalato anche in espliciti saluti fascisti, eppure la sua credibilità e quello della “Terra dei Padri” continuano ad essere tenute in grande considerazione dal mondo istituzionale. Ma non è il solo visto che in passato, soprattutto a Sassuolo, il circolo Rometta 81 aveva attirato l’attenzione anche della Procura di Modena. E nel distretto ceramico ora risulta molto attivo Andrea Casolari, arrivato a rappresentare, dopo una travagliata metamorfosi il movimento.

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LA MANIFESTAZIONE. Di Maio e Casolari sono riconducibili a “Difendi Modena” e “Progetto Nazionale”, i bracci politici dei movimenti di riferimento a cui va ascritta la convocazione “urbi et orbi” della manifestazione di venerdì 15 dicembre. “Il luogo verrà comunicato”, dicono nel volantino in cui indicono il corteo, ma è un semplice escamotage per tenere alta la tensione. L’onda nera è pronta a radunarsi e lo farà contro lo Ius Soli, la cittadinanza italiana agli stranieri nati in Italia. E qui si inserisce prepotentemente Forza Nuova, il gruppo più strutturato di tutta la provincia modenese con uno zoccolo duro nella Bassa terremotata, che fa riferimento a Simone Reggiani.

Si sono accreditati agli occhi di parte della popolazione con piccole ma costanti iniziative. Inizialmente furono le scritte sui muri per autocertificare la propria esistenza, poi arrivarono le collette alimentari per aiutare gli italiani in difficoltà visto che, sostengono erroneamente, i Comuni governati dal Pd danno soldi solo agli immigrati. Successivamente sono nate le passeggiate della sicurezza in cui, dotati di pettorine catarifrangenti, hanno iniziato a presidiare per qualche mezzora i paesi di frontiera.

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IL CONSENSO. Le foto che si scattavano, solitamente girati di spalle, venivano poi offerte in pasto tramite i social network, il canale principale per ottenere consenso e credibilità. E infine il mirino si è spostato sui migranti o meglio il sistema di accoglienza italiano. Diventano quindi celebri i blitz davanti ai Consigli comunali o il presidio di Mirandola sotto la palazzina che ha accolto i primi richiedenti asilo. E lo fanno trovando sostegno nelle fasce più deboli della popolazione, studenti alla ricerca di un’identità e famiglie che si trovano ai margini sociali.

Ormai quasi più nessuno si oppone alla loro presenza pubblica e proprio in quell’indifferenza generale l’orgoglio nazionale di Forza Nuova, Azione Identitaria e Veneto Fronte Skinheads cresce, prende forza e guadagna consenso.
 

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