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Modena, la palestra delle Guerre Stellari dove ci si allena a fare gli jedi

Modena, la palestra delle Guerre Stellari dove ci si allena a fare gli "jedi"

Dal film di Lucas è nato uno sport che unisce divertimento e tecnica con tanto di spade laser

Modena, la palestra di Guerre Stellari dove si allenano gli "jedi" A Modena il quartier generale dei seguaci di Guerre Stellari è in via Benedetto Marcello 51, nella palestra della scuola Palestrina. I maestri non sono Obi Wan Kenobi o Darth Vader oppure altri personaggi nati dalla mente di George Lucas. Sono tre italiani in carne e ossa, Simone Spreafico, Gianluca Longo e Fabio Monticelli, che nel 2006 hanno reso i duelli cinematografici uno sport. È stata fondata così la prima Accademia LudoSport, termine che unisce il divertimento e la tecnica sportiva. Video di Gino Esposito La cronaca

MODENA. Non tanto tempo fa, in una palestra non troppo lontana… Inizia così la storia dei combattimenti con le spade laser nella nostra provincia. A Modena il quartier generale dei seguaci di Guerre Stellari è in via Benedetto Marcello 51, nella palestra della scuola Palestrina. I maestri non sono Obi Wan Kenobi o Darth Vader oppure altri personaggi nati dalla mente di George Lucas.

Sono tre italiani in carne e ossa, Simone Spreafico, Gianluca Longo e Fabio Monticelli, che nel 2006 hanno reso i duelli cinematografici uno sport. È stata fondata così la prima Accademia LudoSport, termine che unisce il divertimento e la tecnica sportiva. «I tre maestri di Milano hanno sviluppato tecniche realistiche - spiega Viviana Leonardi, istruttrice LudoSport Aemilia modenese - eliminando tutti gli inutili elementi coreografici e trasportando tutto in un contesto di scherma sportiva».

Così gli allievi, dopo un riscaldamento, si allenano sulle forme e sulla tecnica, prima dei combattimenti. Gli istruttori osservano l’esecuzione dei movimenti e la disciplina. Come in altri sport, le trasgressioni diventano flessioni e il rispetto è essenziale, dentro e fuori la palestra. È contenuto anche nell’acronimo “Se.cu.ri.”, la filosofia di vita dei combattenti con le spade laser. «Vuol dire servizio, cura e rispetto - prosegue Viviana - e si può tradurre nella ricerca del miglioramento dell’ambiente per me e i miei compagni. Cerchiamo di fare in modo che i ragazzi seguano questa filosofia anche fuori dalla palestra».

Jedi e Sith, le due forze contrapposte nella saga di Guerre Stellari, sono nomi scherzosi con cui si definiscono allievi e iniziati. Le vere qualifiche, infatti, sono accademiche e sono visibili nella cintura e nell’arma: la spada laser. «Usiamo una spada Polaris, realizzata interamente in Italia in collaborazione con la LudoSport», aggiunge Silvia Franchini, istruttrice LudoSport formiginese.

Con Viviana ha dato origine all’esperienza partita a Modena (prima alla Sacca, ora a Modena Est) e che si diffonderà già dal prossimo anno a Formigine e San Felice. Silvia mostra le caratteristiche della spada laser: «Rispetta gli standard necessari per il nostro sport, con alcuni optional. Ha un led rgb all’interno che permette di cambiare colore, collegando il dispositivo al computer; ha il suono, la ricarica usb e rispetta standard di lunghezza e peso».

La spada degli allievi o Padawan è di colore blu. Superato un primo esame accademico, possono personalizzare la tinta con il verde di Yoda, il viola di Mace Windu e altri colori, tra cui ovviamente il rosso di Darth Vader. Esistono sette forme di combattimento ufficiali: Shii-Cho, Makashi, Soresu, Ataru, Djem-So, Niman, Juyo o Vaapad. Ognuna rispecchia la personalità del combattente e basata su difesa e attacco. Tolti gli effetti cinematografici, restano i movimenti degli atleti. Sono tesi al raggiungimento della perfezione, come per i samurai.

La preparazione mentale è importante quanto quella fisica. Simone Pedrazzi, istruttore di Cento (presso cui si sono formati diversi allievi modenesi), la traduce con il termine di flusso. Secondo lui è «uno stato mentale in cui il praticante si trova totalmente e inconsciamente assorto nella propria attività». Così, prosegue Simone, «lascia andare totalmente sé stesso alla pratica e senza rendersene conto manifesta al massimo le proprie capacità tecniche, mentali e fisiche». «Per l’uso della Forza ci stiamo ancora perfezionando», conclude con una risata Viviana, nella vita compagna di Simone.
 

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