Quotidiani locali

Bomporto, la protesta del “Mulino” finisce in municipio

Le 14 famiglie del palazzone di Gorghetto sfollate dopo il terremoto hanno manifestato per i ritardi nella ricostruzione. Borghi: «Colpa del tecnico»

BOMPORTO. «Basta parlare, lei non è un tecnico. E non sa neanche amministrare bene il suo condominio». Questa la “gentile” e “misurata” risposta del sindaco Alberto Borghi ad Elena Zanasi, amministratrice del condominio “Il Mulino” di Gorghetto, che ha chiesto al primo cittadino spiegazioni sul perché - a 5 anni e mezzo dal sisma - le 14 famiglie che vivevano nello stabile sono ancora fuori casa e dislocate in altri alloggi.

Chi è ancora vivo, almeno. Perché nella disperata attesa di poter riavere la propria abitazione due dei condomini sono morti. Gli altri, insieme alla Zanasi, ieri mattina hanno manifestato tutto il loro disagio protestando sotto al Municipio. La manifestazione dei cittadini aveva l’intento di di ricevere vicinanza e supporto dall’amministrazione comunale, ed è finita con toni “accesi” da parte del sindaco che ha imputato la colpa dei ritardi nei lavori di ristrutturazione dello stabile ai tecnici.

«Un primo progetto formale era arrivato nel 2013 ma era carente ed è stato bocciato. Poi è stato sorteggiato dalla Regione e questo ha consentito l’arrivo di maggiori contributi. Se il vostro tecnico nei prossimi giorni caricherà formalmente la pratica sulla piattaforma Mude, nel giro di due mesi la valuteremo e nel 2018 partiranno i lavori - ha detto il sindaco Alberto Borghi - E se non mi credete denunciatemi alla Procura della Repubblica. Si comporti in modo chiaro con i suoi condomini, altrimenti mi fa fare la figura del coglione. Mi ha capito Zanasi?».

«Per tre anni il sindaco ci ha promesso che l’edificio, classificato dopo il sisma in E2, sarebbe stato demolito e ricostruito - spiega la Zanasi - poi a maggio 2015 è stato declassato in E1: non si poteva più demolire bensì solo ristrutturare per portarlo ad un miglioramento sismico del 60 %. Da allora è stata una richiesta di integrazione continua del progetto da parte del Comune. Il nostro tecnico Gianluca Loffredo, dello Studio ArchLiving di Ferrara, l’ultimo progetto lo ha presentato a novembre 2016 ma poi ci sono state chieste delle integrazioni dal Comune ad aprile. In via ufficiosa, però. Dopo di che il progetto è stato sorteggiato dalla Regione e ci sono state chieste, sempre in via ufficiosa, nuove modifiche. Loffredo ha detto che d’ora in poi non si fiderà più della via ufficiosa e depositerà tutto formalmente. Intanto, in questi anni due condomini sono deceduti, altri si sono ammalati di tumore ed altri trasferiti all’estero. Va bene buttarla sull’aspetto tecnico, ma un po’ più di umanità da parte del sindaco ce la saremmo aspettata...».

Resta il fatto che da quel terribile maggio di cinque anni fa 14 famiglie sono fuori casa, e devono ancora veder partire i lavori sul loro condominio. E la protesta di ieri in municipio, seguita dal confronto con il sindaco non ha fatto altro che aumentare l’amarezza tra i cittadini coinvolti nella vicenda. «Non puoi

chiedere nulla che si nascondono dietro la burocrazia. Ma sono passati più di 5 anni dal sisma e siamo stanchi delle parole. Vogliamo i fatti», ha detto delusa Marilena Fracasso, una delle più agguerrite tra i condomini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

TrovaRistorante

a Modena Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista