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Maserati, sciopero per lo stop produttivo e i dubbi sul futuro

Fiom-Cgil annuncia l’iniziativa e il presidio per martedì 12 «L’azienda non dà risposte, nessuna certezza di rilancio»

Lo stop alla produzione per 24 giorni consecutivi nello stabilimento Maserati di Modena aveva suscitato l’allarme immediato da parte del sindacato Fiom-Cgil, preoccupato per l’apertura di una cassa integrazione ordinaria per tutti i 270 lavoratori dal 15 al 22 dicembre prossimi cui si lega la chiusura per le festività fino al 7 gennaio 2018.

Ora il sindacato dei metalmeccanici passa all’azione e annuncia uno sciopero di quattro ore, la mattina di martedì prossimo 12 dicembre, dei lavoratori di Maserati Auto. L'iniziativa si pone l'obiettivo di ottenere certezze sulle prospettive di rilancio produttivo dello stabilimento del Tridente, dopo l'annuncio della nuova cassa integrazione.

In concomitanza allo sciopero si terrà un presidio, dalle 7.30 alle 12, davanti ai cancelli dello stabilimento di viale Ciro Menotti. Alle 10 è prevista un'assemblea pubblica con comizio, alla quale interverranno delegati e lavoratori Maserati, oltre a dirigenti sindacali di Fiom e Cgil. Fra gli altri sono previsti gli interventi di Manuela Gozzi, segretaria Cgil di Modena, e Bruno Papignani, segretario della Fiom regionale, mentre concluderà il segretario della Fiom modenese Cesare Pizzolla.

«Al presidio sono previsti oltre 250 metalmeccanici e sindacalisti della Cgil a sostegno della vertenza», dice la Fiom rilanciando un invito a «tutti i cittadini modenesi che hanno a cuore il futuro produttivo di Maserati a partecipare all'iniziativa: oltre alla mancate risposte sul futuro produttivo di Maserati a partire da giugno 2018, quando andranno a esaurimento gli attuali modelli di auto, contestiamo l'utilizzo di ferie e permessi dei lavoratori senza accordo sindacale e il distacco di oltre 50 addetti Maserati in altri stabilimenti del gruppo. Distacchi non rimpiazzati da altri lavoratori, in un quadro di assenza di certezza di rilancio produttivo».

«La Fiom di Modena - continua il sindacato - anche nell'ultimo incontro del 24 novembre scorso ha incalzato la direzione Maserati per avere risposte alle tante domande dei lavoratori. Le risposte dell’azienda sono state tutte negative. È stato detto che il 2018 sarà un anno simile al 2017 per i volumi produttivi, ma questo non lascia ben sperare sul rilancio dello stabilimento
modenese visto che nel 2017 è stato fatto ricorso per 5 mesi ai contratti di solidarietà (gennaio-maggio) e ora c’è questa settimana di cassa integrazione. Nell'ultima assemblea i delegati Fiom hanno rivendicato ancora la necessità di risposte e iniziative in termini unitari».



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