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Campi, lettera al Ministero «Riaprite il Punto nascite»

Il sindaco di Fiumalbo ha presentato formale richiesta di riesame sulla deroga «La coscienza mi ha imposto di tentare per difendere il nostro territorio»

PAVULLO. È dal piccolo Comune di Fiumalbo che arriva la voce in controtendenza che chiede a livello istituzionale la riapertura del punto nascite di Pavullo, innescando un nuovo meccanismo nella partita. Il sindaco Mirto Campi, già unico nei mesi precedenti a esprimere la propria contrarietà alla chiusura del reparto, ieri mattina ha inviato a Roma formale lettera in cui chiede al Ministero della Salute il riesame del parere negativo espresso il 4 ottobre scorso sulla deroga, evidenziando le criticità del documento inviato a luglio dalla Regione a Roma, già sottolineate nei giorni scorsi da Maria Cristina Bettini del comitato “Salviamo l’ospedale di Pavullo”. La lettera, inviata per conoscenza anche a Provincia e Regione, avvia un canale di confronto diretto territorio-Ministero, che poteva instaurarsi solo attraverso un soggetto istituzionale, un sindaco appunto. Sarà forse un Davide contro Golia, ma va riconosciuto a Campi tutto il coraggio della mossa, che non piacerà tanto agli enti superiori ma si fa interprete di un’esigenza di popolo, e di quella montagna tanto amata. «Ci ho pensato tanto prima di farlo - sottolinea - alla fine la conclusione è stata questa: la mia coscienza mi imponeva di farlo. E l’ho fatto, conscio dei rischi. Ma ho pensato di più ai possibili benefici per il territorio. Vediamo se qualcun altro mi segue». Campi chiede al Ministero innanzitutto di prendere atto di diversi errori chilometrici contenuti nella richiesta di deroga, dove peraltro i tempi di percorrenza sono tutti calcolati in condizioni ottimali di viabilità, oggi sempre più rare. Ma il punto forte è questo: l’accento posto sulla mancata segnalazione in precedenza al Ministero del fatto che Fiumalbo, Pieve e Riolunato non sono coperti dal servizio di emergenza urgenza h24 secondo le disposizioni di accreditamento regionale, «garanzia fondamentale per un trasporto in sicurezza di mamma e neonato». Il punto nascite per questi paesi era garanzia di prossimità di un servizio medico qualificato. Quel punto nascite di cui, fra le varie eccellenze, Campi ricorda «la frequenza di tagli cesarei e di episiotomie nettamente inferiore alla media nazionale». Per Campi «il rischio del trasporto in situazioni orograficamente difficili, con lunghissimi tempi di percorrenza, non è bilanciato dalla presunta maggiore sicurezza di un punto nascite alternativo (Sassuolo) comunque di primo livello, senza reparto di neonatologia e di rianimazione». Il sindaco spiega che il calo di parti degli ultimi anni è stato legato a indicazioni di trasporto a Sassuolo, facendo presente
che «una riorganizzazione potrebbe portare a partorire a Pavullo anche persone da fuori provincia o da fuori regione, com’è stato negli anni passati». Da qui, e da ulteriori considerazioni, la richiesta al Ministero di ripensarci, in base alle possibilità aperte da un decreto del 2015.

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