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Partiti i lavori del campo nomadi

Duecentomila euro per una nuova area più grande. Ed è polemica 

CAMPOSANTO. Sono partiti i lavori di allargamento del discusso campo nomadi di via Marconi nei pressi della ferrovia, dove c’era la stazione dei bus. Un progetto da oltre 192mila euro, approvato dalla giunta comunale ad ottobre, e finanziato per l’80% dalla Regione e per il 20 dal Comune. I cittadini ne sono venuti a conoscenza passando nei pressi dell’area e vedendo comparire all’improvviso delle nuove casette. Non vi è infatti un cartello che segnali i lavori in corso. Ma il progetto (curato dall’ing. Castellazzi del Comune di San Felice) è forte di una legge regionale del 2015 che consente “la realizzazione di micro-aree familiari per l’inclusione sociale di rom e sinti”. In paese c’è chi protesta, chiedendo maggiore chiarezza. E che fondi pubblici tanto ingenti siano destinati ad altre priorità: «Siamo in emergenza furti, e invece di spendere soldi per la sicurezza dei cittadini si investono 200mila euro per rifare un campo nomadi con casette, servizi igienici, fognature, acqua, luce e gas, tutto a nostre spese - denuncia Mauro Neri,
consigliere comunale a Camposanto e in Unione - i nomadi sono arrivati più di 50 anni fa e si sono stabilizzati in paese perdendo quindi lo status di nomadi. Sono a tutti gli effetti cittadini italiani. Ma per l’amministrazione esistono cittadini di serie A e di serie B». (vale c.)

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