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La parrucchiera ascoltava e la banda razziava le case

La polizia arresta quattro stranieri: hanno compiuto 41 colpi in città e nella Bassa La donna raccoglieva pettegolezzi utili e loro entravano nelle case ad ogni costo

A dare “le dritte” per mandarli a svaligiare le case a colpo sicuro era una aiutante parrucchiera ex moglie di uno della banda. Raccoglieva chiacchiere e pettegolezzi durante il lavoro, soprattutto di clienti provenienti da Carpi città e paesi limitrofi, e una volta finito il turno segnalava in dettaglio tutto per razziare gioielli e se capitava denaro. L’organizzazione si metteva in moto e mandava i suoi uomini - ladri atletici, a volte acrobatici - a scalare grondaie, segare inferriate, entrare in case abitate incrociando i proprietari come se niente fosse. Infatti era la loro unica attività e il bottino andava tutto in patria: in Albania. Ma non bastava mai, a quanto pare: «Mandateci altri soldi, siamo a secco», si lamentava la madre di uno di loro intercettata al telefono dalla patria.

Sono stati 41 i furti dentro ad appartamenti della Bassa Modenese, dalla fine del 2016 a tempi più recenti, ma anche nelle province di Milano e Bologna. Nella banda aveva un ruolo determinante una donna, che fa la parrucchiera a Correggio (in provincia di Reggio) che ascoltando i clienti dava le dritte ai tre complici (tra questi il suo ex marito), segnalando il periodo in cui le case erano vuote per impegni e ferie dei proprietari. La squadra mobile della polizia di Modena, insieme ai colleghi del commissariato di Carpi, ha arrestato una banda di quattro albanesi (tutti sotto i trent'anni e tra loro anche la parrucchiera) residenti a Correggio e San Martino in Rio, sempre in provincia di Reggio.

L'operazione, denominata “Stoli” (gioiello, in albanese), ha portato a ricostruire oltre una ventina di furti avvenuti nel territorio di Carpi, altre decine prevalentemente a Mirandola, Campogalliano, Soliera, Medolla, Cavezzo, Bomporto, San Prospero nella sola Bassa Modenese. Indagini sono in corso per razzie nelle case avvenute a Milano e Bologna.

Nel corso dell'esecuzione dell'ordinanza del giudice Barbara Malvasi (il pm è Katia Marino) sono stati sequestrati diecimila euro in contanti. Sono in corso accertamenti su due persone trovate dentro uno degli appartamenti degli arrestati, una quinta persona è risultata destinataria di una misura di custodia cautelare emessa ad Ancona.

Il gruppo si sarebbe reso responsabile anche di una rapina avvenuta a Carpi a fine 2016, dove un residente restò ferito: l’uomo era entrato in casa con conoscenti dopo che era scattato l’allarme e aveva incontrato i delinquenti che, per scappare, gli hanno lanciato addosso un cacciavite e altri oggetti contundenti ferendolo.

I gioielli rubati nelle case finivano
direttamente in Albania. Nel frattempo la squadra mobile è alla ricerca di altri fiancheggiatori, ritenendo che la banda sia ben più ampia. Tra il 2016 e il 2017 solo a Carpi sono stati ricostruiti ben 21 colpi. Si indaga su altri possibili azioni in provincia e in zone limitrofe.

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