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Licenziato: i colleghi bloccano la fabbrica

Camposanto. Manifestazione all’Opera: «Contestazioni pretestuose da quando è iscritto al sindacato»

CAMPOSANTO. Licenziato con un inaccettabile pretesto, perché la vera causa del licenziamento è la sua iscrizione ad un sindacato. Con questa durissima presa di posizione, una decina di attivisti dei SiCobas hanno posto il blocco ieri mattina all’ingresso e all’uscita dei camion dallo stabilimento Opera, di via Ponte Bianco a Camposanto. Una manifestazione interrotta dopo circa due ore di disagi, tanto che la polizia municipale dell’Area Nord aveva provveduto a chiudere gli accessi a via Ponte Bianco, dalla parte di San Felice e di Camposanto. Poi è arrivata la sospensione della protesta, quando l’azienda ha accettato di avviare un tavolo di trattativa, al quale ieri pomeriggio si sono seduti da una parte i dirigenti dello stabilimento e i loro avvocati, dall’altra il sindacato SiCobas e il lavoratore licenziato, a loro volta assistiti da avvocati. Una trattativa non facile, per le diverse opinioni sul campo.

Secondo la versione dei manifestanti, Abdellatif, operaio di Medolla, lavora da una quindicina d’anni per lo stabilimento ceramico, e non ci sono mai stati problemi rilevanti. Ma quando nelle scorse settimane ha comunicato all’azienda di essersi iscritto ai SiCobas, seguito poi da altri colleghi, sarebbero iniziate le contestazioni a suo carico.

«Nella penultima lettera che gli è stata spedita - spiega il sindacato - gli venivano contestati gravi errori che hanno compromesso la produzione. In realtà si trattava di una colorazione diversa tra quelle preimpostate delle mattonelle in produzione, mattonelle che avrebbero comunque potuto essere immesse sul mercato, senza alcun danno reale a macchinari o produzione. E, peggio, Abdellatif non aveva alcuna responsabilità, perché in quel turno lui non era a lavorare. Per dimostrarlo ha preso il piano di produzione e lo ha mostrato. E così nella seconda lettera gli è stato comunicato il licenziamento, stavolta perché aveva preso per scagionarsi il piano di produzione, che nel frattempo era tornato al suo posto. Noi pensiamo che si sia voluta punire l’iscrizione ad un sindacato, che ha portato ad altre iscrizioni. Sindacato considerato
una minaccia perché impegnato nel far rispettare i diritti dei lavoratori. Tra l’altro si tratta di un ottimo lavoratore, che negli anni si è sempre messo a disposizione, accollandosi impegni e responsabilità. Auspichiamo un ripensamento, e la riassunzione di Abtellatif».



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