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La storia del paese nel lavoro di Barbieri

CAVEZZO. Non un volume monotematico come quelli, nel 2013 e 2014, sul “Sisma del 20 e 29 maggio 2012”, e lo scorso su “Il bosco di Saliceta”. Arrigo Barbieri ha costruito quest’anno il libro “Cavezzo...

CAVEZZO. Non un volume monotematico come quelli, nel 2013 e 2014, sul “Sisma del 20 e 29 maggio 2012”, e lo scorso su “Il bosco di Saliceta”. Arrigo Barbieri ha costruito quest’anno il libro “Cavezzo immagini e parole” (Baraldini, pp. 160, euro 25) con una varietà di argomenti, riallacciandosi in parte allo schema di altre 10 sue pubblicazioni, a partire dal 1972. In più, immagini a colori e tanti testi. La tradizione la fa da padrona, con una rassegna di immagini su usi e costumi, cronaca e curiosità. «Penso - dice l’autore - che evidenziare e trasmettere i valori nobili della nostra gente non sia solo nostalgia, ma un dovere», perché l’esempio viene da “gente operosa, forte, onesta e generosa”.

Si parte con vecchie foto con angoli del paese a confronto con quelli attuali. Spazio alla preparazione di un cibo tipico, come lo gnocco sotto la cenere. È bello sapere che le campane delle chiesa cattolica di Niles (Illinois) erano del campanile di Cavezzo. E diverse pagine vengono dedicate alle campane, molto amate da monsignor Giuseppe Zanasi nel 1934. Si parla anche di violenza della brigata nera, nel 1945, contro i partigiani di casa Benatti, ma pure della Liberazione ricordata, quest’anno, nella Bassa con la sfilata di mezzi d’epoca. Due anni prima, in tempi di conflitto, di fame e di miseria veniva requisito il bestiame per la fornitura di carne per il nostro Esercito. Barbieri ci riporta al campo di concentramento di Fossoli. Ma il 19 gennaio 1947 vi entrano Don Zeno, “il sovversivo di Dio”, e i suoi ragazzi e si abbattono fili spinati e portoni per respirare aria di libertà. Nasce così, un anno dopo, con la Costituzione firmata sull’altare, Nomadelfia.

Tanto affetto anche per don Giuseppe Malagoli, parroco di santità nella vita quotidiana, scomparso 35 anni fa. E una curiosa foto riporta i parroci della Bassa nel 1972. Altre riguardano la visita del Papa a Mirandola. Si esalta il lavoro nella fornace da calce Benatti-Masi per la produzione di laterizi,
dal 1905; l’arte dei casari. Vale la pena porre l’accento sull’utilità delle macchine agricole, celebrate in maggio con un raduno trattoristico. Si parla pure dello scrittore Antonio Delfini che a Disvetro aveva la villa di famiglia. Una foto lo ritrae, nel 1938, al tiro a segno.

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