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Modena, Andrea on the road In camper per l’Italia parlando nelle scuole

Modena, Andrea on the road In camper per l’Italia parlando nelle scuole

De Carlo, 19 anni, assieme all’amico Enrico Gennari discute dei problemi dell’adolescenza. All’attivo ha due libri

Scuola per scuola tour, in camper per incontrare in assemblea gli studenti italiani Cinque mesi in camper per incontrare gli studenti. Non è il percorso elettorale di un politico («non è nelle mie corde»), ma il nuovo progetto di un giovane. Andrea De Carlo, 19 anni, modenese, gira per gli istituti italiani con il suo #Scuolaperscuolatour. Ecco il video iniziale, un mix dei suoi videomessaggi lanciati sui social per raccontare i suoi viaggi. La storia del tour di Andrea De Carlo

Cinque mesi in camper per incontrare gli studenti. Non è il percorso elettorale di un politico («non è nelle mie corde»), ma il nuovo progetto di un giovane.

Andrea De Carlo, 19 anni, modenese, gira per gli istituti italiani con il suo #Scuolaperscuolatour. Dopo le vacanze farà tappa a Torino e Trieste, poi non intende fermarsi («Gireremo da nord a sud»). Tra i temi affrontati nelle assemblee d’istituto, il disagio giovanile, la droga, i sogni di ragazze e ragazzi.

«Era un giorno d’estate e con il videomaker Enrico Gennari abbiamo ripensato all’anno scolastico appena passato - racconta De Carlo, ex studente del Selmi, ora universitario a Bologna - Lui ha proposto di acquistare un camper e da quella idea abbiamo affiancato la possibilità di girare nelle scuole italiane».



«Avevamo l’idea e i mezzi, ma ci mancava il sostegno economico - prosegue lo studente - e non volevamo chiedere nulla alle scuole, né il rimborso spese per il pernottamento né altra forma di sostentamento. La rete Education and Training Network (Etn), una realtà che si occupa di viaggi studio nei percorsi scolastici, di alternanza e università, era interessata alle nostre attività. Abbiamo incontrato i rappresentanti di Etn, che hanno deciso di supportare le spese di trasporto per tutti e cinque i mesi».

De Carlo è anche autore di “Bianca Neve”, libro in cui una ragazza di trova alle prese con il mondo della droga e con problemi adolescenziali. «Ne parliamo durante le assemblee - spiega il giovane - e affrontiamo tanti temi legati al disagio giovanile. Garantiamo loro che può essere combattuto perseguendo i propri sogni. Nella prima parte, raccontiamo la nostra esperienza dell’ultimo anno (De Carlo ha dato vita anche al testo collettivo “We Are Modena)”. Nella seconda, lasciamo molto spazio alle domande e alle considerazioni degli studenti».

«Chiedono per esempio - continua - se nell’arco dell’esperienza della scrittura del romanzo ci sia stato un momento in cui abbia avuto voglia di smettere e se è importante il fallimento, un elemento centrale della discussione. Fanno domande sulla noia e sull’insoddisfazione. Come supporto video abbiamo materiale del percorso avviato lo scorso anno sulle sostanze stupefacenti e il disagio giovanile. Portiamo loro esempi di persone che hanno avuto un percorso e si sono rialzate. Tutti hanno un percorso di crescita».

Tutti, incluso il relatore alle assemblee. «S’impara molto spostandosi anche di pochi chilometri da Modena - riconosce il giovane - e incontrando diverse realtà. Per esempio, ho compreso che ci sono diversi modi di concepire il divertimento: a Rovigo i ragazzi escono di solito al giovedì. Esistono anche tanti modi con cui intendere la scuola». Il viaggio con Camillo (il camper) è sia reale sia sui social.

Lo seguono anche gli adulti, i professori che partecipano alle assemblee. «Lasciano molto spazio ai loro studenti - conclude De Carlo - e ciò è molto apprezzato sia da noi sia dai ragazzi».
 

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