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Cenone e pranzo di Natale ai modenesi piace... pronto

Stop alle prenotazioni nelle principali rosticcerie e negozi gastronomici in città Boom di richieste per i piatti di pesce e per la pasta fresca. Tortellini superstar

MODENA. L’aria è frizzantina e in ogni angolo della città si percepisce l’atmosfera natalizia. La corsa per comprare i regali da mettere sotto l’albero è cominciata e con essa anche gli ultimi acquisti al supermercato. Tanti però, durante le feste natalizie, non si metteranno alle prese coi fornelli di casa. Quest’anno, moltissimi modenesi hanno scelto la rosticceria.

Pasta fresca fatta a mano, secondi piatti e dolci della tradizione sono nei menù delle gastronomie di Modena. Tuttavia, se ancora non avete deciso cosa mettere in tavola per la sera della Vigilia, il pranzo di Natale o per il cenone dell’ultimo giorno dell’anno, sappiate che nella maggior parte di questi locali, già da diversi giorni, le prenotazioni sono chiuse.

«Ci dispiace per il disagio, ma non prendiamo più prenotazioni», si legge sotto all’insegna della Gastronomia Manzini, situata in via Peretti. «Insalata di mare, sugo allo scoglio, spiedini di pesce sono tra i piatti che maggiormente richiesti - racconta il titolare Massimo Manzini - anche perché la nostra specialità è proprio il pesce. Non a caso lavoreremo molto per la cena della Vigilia». «Le prenotazioni le abbiamo dovute chiudere venerdì 15, due giorni prima del previsto - aggiunge la moglie - il rischio sarebbe stato di dare un cattivo servizio, perciò abbiamo preferito fare così».

Stessa situazione anche alla rosticceria La Pradella. «Prenotazioni entro domenica 17 dicembre», c’è scritto nel cartello appeso alla vetrata. La rosticceria di viale Ciro Menotti terrà aperto il giorno della Vigilia ma, sottolinea il titolare Marco Maletti «coloro che verranno da noi sarà per ritirare le prenotazioni o si dovranno accontentare di prendere quello che il bancone offre. Poi, dal giorno di Natale, chiuderemo e riapriremo il 2 gennaio». La specialità della Pradella? «La pasta fatta a mano - racconta Maletti - come tortelloni, tortellini, cannelloni e lasagne. Il segreto per aver aperto 37 anni fa ed essere ancora presenti è avere prodotti freschi, di qualità, con un giusto prezzo e rivolgersi con simpatia ai propri clienti».

Di tortellini sanno qualcosa anche le “rezdore” che lavorano la sfoglia al locale Pasta fresca di via Sassi. «È dai primi giorni di novembre che prendiamo prenotazioni per le feste natalizie - spiega Maria Mandosio, la titolare - ora le abbiamo chiuse». Oltre a chiudere tortellini, in queste ore le dipendenti sono alle prese con tagliatelle e passatelli. Di lavoro c’è tutto l’anno o solo in questo periodo? «In vent’anni è aumentato - risponde Mandosio - è un lavoro faticoso, ma il settore è in crescita: certo è importante la qualità dei prodotti». Le prenotazioni, sono invece simili a quelle dello scorso anno, sia a La Baita, il banco presente al mercato Albinelli, diretto da Alberto e Fabio Sirotti, sia a Saporiamo, il locale di Luisa Bacchelli, situato in piazza XX Settembre.
 

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