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Modena. Mille famiglie vivono in estrema povertà

Il dato provinciale di coloro che hanno richiesto il reddito di solidarietà è preoccupante: record di domande a Vignola

Reddito di solidarietà per mille famiglie modenesi in estrema povertà Reddito di solidarietà, in Emilia-Romagna un aiuto vero e concreto per chi è alle prese con pesanti difficoltà economiche. In due mesi, infatti, delle 6mila richieste arrivate, 1.700 sono quelle già accolte, con le restanti in corso di valutazione ma con buone possibilità di risultare idonee, visto che le respinte finora non sono andate oltre il 15%. E si prosegue con una media di 800 domande alla settimana. Una misura al momento diretta soprattutto ai cittadini italiani - il 70% dei beneficiari, rispetto al 30% distribuito fra residenti comunitari e extracomunitari. Nel modenese sono mille le famiglie che hanno fatto richiesta. Montaggio Gino Esposito

MODENA. Sono 912 le famiglie in difficoltà della provincia di Modena che hanno fatto richiesta per il reddito di solidarietà, l’aiuto concreto alle famiglie che vivono in forte difficoltà economica.

Le domande presentate dalle famiglie residenti in Emilia-Romagna nei primi due mesi di applicazione, dal 18 settembre al 28 novembre 2017, sono state nel complesso 6.059. Solo in provincia di Modena le domande sono state 912, lo 0,30 per cento del totale (sono 300.584 le famiglie del nostro territorio) esattamente in media col resto della Regione.

Scendendo nello specifico dei distretti modenesi, a Carpi su 43.946 famiglie le richieste sono state 72 (0,16%), a Mirandola 99 famiglie su 35524 (0,28%), a Modena città 232 richieste su 83766 famiglie (0,28%), a Sassuolo presentate 208 domande tra le 49447 famiglie (0,42%), percentuale che scende allo 0,23% a Pavullo (43 richieste tra le 18862 famiglie). Chiude il quadro Castelfranco (95 richieste su 31250 famiglie, 0,30%) e Vignola, dove c’è la percentuale più alta di richieste: 163 domande tra le 37789, che corrispondono allo 0,43%.

Destinatari della misura sono i nuclei familiari con Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) inferiore a 3 mila euro e la residenza in regione da almeno 24 mesi.

Oltre alla componente economica mensile, che oscilla tra gli 80 euro per le persone sole e i 400 per le famiglie, il Reddito di solidarietà si concentra sull’inserimento sociale e lavorativo delle persone che lo chiedono; prevede infatti progetti personalizzati di attivazione e inclusione sociale e lavorativa, predisposti con la regia dei Servizi sociali e finalizzati all'affrancamento dalla condizione di povertà. Il Reddito di solidarietà dura al massimo un anno; per poterne fare nuovamente richiesta, devono passare almeno 6 mesi.

In due mesi, infatti, delle 6mila richieste arrivate, 1.700 sono quelle già accolte, con le restanti in corso di valutazione ma con buone possibilità di risultare idonee, visto che le respinte finora non sono andate oltre il 15%. E si prosegue con una media di 800 domande alla settimana. Una misura al momento diretta soprattutto ai cittadini italiani - il 70% dei beneficiari, rispetto al 30% distribuito fra residenti comunitari e extracomunitari - ma anche uno strumento in grado di far emergere aree di povertà ancora poco conosciute, come quella delle famiglie spesso prive di minori e composte da uno o due adulti, con almeno uno che lavora in maniera precaria o mal pagata (woorking poor).

E’ quanto emerge dall’elaborazione dell’Università di Modena e Reggio Emilia, che ha esaminato il periodo d’avvio del Res, 18 settembre-28 novembre, prendendo in considerazione le domande ricevute dai servizi sociali dei Comuni e l’esito dei controlli effettuati dall’Inps, a cui spetta l’ultima parola per l’assegnazione del sussidio. Da qui i dati e il profilo di chi ha richiesto il Res, la misura fortemente voluta dalla Regione e varata con l’approvazione della legge regionale sulle “Misure di contrasto alla povertà e sostegno al reddito” (da un minimo di 80 euro fino a un massimo di 400 euro al mese per i nuclei famigliari composti da 5 o più membri e con un Isee inferiore ai 3 mila euro).

«In questi anni- sottolinea il presidente della Regione, Stefano Bonaccini- abbiamo lavorato per non lasciare indietro nessuno, per coniugare la crescita con la coesione sociale. Oggi che il Reddito di solidarietà è realtà».

«Dopo l’enorme lavoro messo in campo da parte di tutti - operatori dei Comuni e della Regione - ha spiegato la vicepresidente e assessore al Welfare, Elisabetta Gualmini- Un cambiamento radicale del modo di lavorare e di affrontare i bisogni dei cittadini che sta dando i suoi frutti».

Davide Berti
 

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