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Favori alle associazioni di Finale, indagato anche Soragni

Chiusa l’inchiesta dopo il blitz dei carabinieri: truffa, abusi e falsi le accuse Quindici persone coinvolte: c’è l’ex sindaco oltre a Ferioli e tre suoi assessori

FINALE. Quindici indagati di cui cinque politici, sei rappresentanti dell'associazionismo locale, tre dipendenti comunali e un imprenditore.

Sono stati recapitati gli avvisi di fine indagine sull’inchiesta che ha travolto il Comune nel 2016, di fatto portando alla conclusione anticipata della vita politica di Fernando Ferioli e dell’intera classe dirigente del centrosinistra. Ma nei 15, a cui è stato notificato l’atto firmato dal pubblico ministero Marco Niccolini, c’è un altro importante ex amministratore finalese: l’ex sindaco Raimondo Soragni che ha governato per due mandati prima di trovare una nuova occupazione romana. Dall’elenco della Procura di Modena, invece, esce Fabio Mattioli, addetto al Protocollo, su cui il magistrato ha fatto valutazioni diverse.



Viene così di fatto confermato l’impianto accusatorio già trapelato dopo il blitz in municipio dei carabinieri del Reparto Operativo di Modena e della stazione di Finale, per ricostruire gli intrecci tra politica e associazionismo. Nei reati contestati non vi è lo scambio elettorale - sempre complesso da dimostrare senza testimoni chiave - ma l’impalcatura porta a pensare che qualcosa di poco trasparente ci possa essere stato nei rapporti tra Giunta comunale e rappresentanti delle associazioni. Ci si ferma quindi, a vario titolo, alle accuse di truffa, abuso d’ufficio e falso ideologico e materiale.

Grande attenzione i carabinieri hanno messo sul legame Comune-Bocciofila di Massa, per cui sono indagati il presidente e il suo vice oltre a Ferioli, gli ex assessori d’Aiello, Reggiani e Mengoli, la segretaria comunale Natalia Magaldi, l’ex capo ufficio Lavori pubblici, Giulio Gerrini e l’ex responsabile dell'ufficio Patrimonio, Monica Mantovani.

Secondo gli inquirenti la Bocciofila ha goduto di uno speciale trattamento, potendo gestire gli spazi irregolarmente senza pagare affitto e lasciando al Comune le spese per le utenze. E così la Sala Meridiana e il bar vengono considerate attività imprenditoriale mentre si annota che i campi da beach volley sono stati realizzati su suolo pubblico e senza autorizzazioni.

Per regolarizzare una situazione abusiva, nel marzo 2016, vennero falsificate le delibere di Giunta per la convenzione tra Comune e Bocciofila e quella sul bando di gara, inventando sedute di Giunta mai esistite, modificando parole determinanti nell’impalcatura generale, trasformando una “approvazione” in un più semplice “atto di indirizzo”.

Nello stesso disegno di agevolazioni dell’attività dell’associazione di Massa entra anche la strategia, adottata da Ferioli e Gerrini per far pagare alla Regione (oltre 32mila euro concessi) il ripristino degli spazi danneggiati dal terremoto, indicandoli come necessari per la ripresa delle attività scolastiche e che invece, sostiene il magistrato, servivano al solo interesse privato ed imprenditoriale della Bocciofila. Forse ancora più grave quanto viene contestato, sul tema, a Ferioli e al segretario comunale Magaldi, che avrebbero fatto figurare, nella prima delibera di Giunta, l’atto approvato all’unanimità mentre tre assessori (Poletti, Reggiani e Righini) votarono contro. Una situazione che poi si cercò di sistemare alterando il registro delle delibere.


 

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