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Modena: è a letto, i ladri le svuotano la camera

L’anziana: «Mi ero coricata alle 16.30, i banditi hanno rovistato ovunque prendendo soldi e gioielli». Bottino da 20mila euro

MODENA. Quello che è stato portato a termine in via Morselli è il furto paradigmatico perché in sé ha tutte le componenti, tutti i classici che purtroppo le famiglie modenesi stanno subendo da mesi. Una escalation di colpi in città iniziata dopo l’estate e che, con picchi e momenti di calma apparente, deve ancora terminare. Tutti i classici dicevamo sono ben rappresentati: un condominio, la scalata sul tubo all'esterno, la rottura della porta a vetri, la razzia che viene effettuata di pomeriggio tra le 16 e le 19, l’oro, i soldi e i gioielli e soprattutto i ricordi più cari dal valore incommensurabile che spariscono, la casa messa a soqquadro. Unica “novità”, che fa però rabbrividire, è che la vittima, una persona anziana, era in casa. Era a letto perché, andando in giro per la città alla mattina per un po’ di shopping natalizio aveva assorbito parecchio freddo e allora aveva cercato il tepore delle coperte. E i ladri, mentre lei era tranquillamente assopita nella sua camera da letto, le hanno svuotato la casa, portandosi via preziosi e soldi per almeno ventimila euro.

Sono pure entrati nella sua stanza, sfilando i cassetti del comodino, rovistando nell’armadio, prendendo dal comò alcun scatoline portagioie.

«È stata una fortuna che non mi sia svegliata - racconta la signora, modenese, un tempo commerciante in centro assieme al marito, ora rimasta da sola ma perfettamente autonoma e lucida - perché in questi casi è meglio non imbattersi nei banditi. la loro reazione quasi sempre è violenta, una botta in testa e io non sarei qui. Certo che è terribile sentirsi violati nelle proprie cose, nei propri spazi, in casa, al quarto piano, di pomeriggio...».

E non è la prima volta che accade in questo condominio di via Morselli: nel giro di tre mesi i malviventi hanno saccheggiato un appartamento al secondo piano, poi a distanza di una trentina di giorni sono passati al terzo piano per poi arrivare l’altro pomeriggio al quarto.

La signora racconta la sua disavventura di Natale: «Avevo accumulato freddo nella mattinata e così, dopo aver pranzato e guardato un po’ la televisione, ho pensato di mettermi sotto alle coperte, volevo scaldarmi e riposare. Sono andata a letto verso le 16. Devo dire che ci sento poco, ho l’apparecchio acustico e quando mi corico non lo porto. Mi ero addormentata su un fianco e verso le 18.30 mi gustavo un po’ di caldo, stavo un po’ “covando” come si dice a Modena quando ho sentito battere sulla spalla. Mi sono voltata immediatamente: era il mio vicino, quello fra l’altro che era stato derubato mesi fa. “hai la porta aperta - mi ha detto - mi sa che hai avuto visite...”. Ho guardato la stanza ed era tutto per terra».

La signora allora ha iniziato piano piano a rendersi conto del saccheggio: «Sono saliti sino al quarto piano dal tubo della grondaia, in pieno giorno, probabilmente hanno aspettato che facesse buio. Hanno fatto una piccola spaccata nel vetro della porta finestre (d’altra parte di pomeriggio e al 4° piano, stando in casa, non avevo tirato giù le tapparelle) e sono entrati così in sala». Poi la razzia: «Hanno aperto i cassetti della credenza, un altro cassetto anche nel mobiletto corridoio: mi hanno rubato i quattro anelli che avevo sempre con me, con i brillanti, le due fedi, preso altri anelli, bracciali, un orologio d’oro di mio marito, altri pezzi di valore, persino la chiusura in oro di una collana di perle che hanno lasciato. Hanno aperto gli armadi nel corridoio,

quelli delle altre stanze e anche nella camera dove riposavo. C’era la mia borsa: il portafoglio lo hanno passato ai raggi x, prendendo circa 300 euro. Almeno i documenti li hanno lasciati». Finito il saccheggio, i ladri sono usciti comodamente dalla porta d’ingresso.
 

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