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Nelle terre di Alice dove il futuro ha il gusto  del passato

Nelle terre di Alice dove il futuro ha il gusto del passato

Una laurea, poi il ritorno all’attività di famiglia seminando varietà locali, antiche e tradizionali

SAN FELICE. Le terre di Alice. Sembra il titolo di una fiaba, invece è la storia di Alice Consoli e dell’azienda agricola che questa giovane donna porta avanti a San Felice, alla riscoperta di sapori dimenticati.



«Marrone chiaro: la terra. Azzurro: l’acqua. Verde: la natura che prende forma e vita. Rosso: amore e passione. Insieme, tutti questi elementi danno vita al progetto “Terre di Alice” e fanno crescere le nostre creature - racconta Alice, una cascata di ricci neri e la grinta negli occhi - Il dettaglio cromatico che distingue le varie tipologie dei nostri prodotti è stato scelto perché possa racchiudere e trasmettere serenità e armonia, le stesse che mettiamo nel nostro lavoro. Il mio punto di partenza è stato “capire” la mia terra, una terra immersa nella Pianura Padana, ricca di argilla e circondata dal fiume Panaro. Da qui la scommessa: seminare varietà locali, antiche e tradizionali, adatte al territorio, come il grano antico Virgilio». Alice ha sempre vissuto immersa nella campagna, dove i ritmi di vita sono scanditi dalle esigenze di campi, semina, mietitura, aratura… «La terra è da sempre l’argomento preferito della mia famiglia, quello di cui si parla la sera a tavola - sorride Alice - Dopo aver girovagato per il mondo ed essermi laureata, ho capito che il mio cuore è sempre rimasto qui, in mezzo a questi campi. Così mi sono rimboccata le maniche e ho preso in mano la storia della mia famiglia, per portare avanti la nostra azienda agricola. Vorrei creare qualcosa di nuovo senza scordare le mie origini, le tradizioni e le peculiarità della terra, per poter riscoprire i sapori che sembrano dimenticati. Infatti, la terra non è tutta uguale, ha una sua precisa vocazione agricola che voglio rispettare. Prima degli anni Settanta, nei campi, si coltivavano le tipologie di grano adatte all’ambiente e al terreno in cui si collocavano, poi si è deciso di ottimizzare la produzione utilizzando varietà moderne e così, purtroppo, abbiamo perso i sapori».



Il grano Virgilio è una coltura che si è adattata spontaneamente al nostro territorio e al nostro clima senza la necessità di irrigazione artificiale e di pesticidi. Oltre ad esso, Alice coltiva anche il cece nero, «un chicco irregolare, ma dal gusto intenso e saporito, ricco di proteine. I nostri prodotti - prosegue Alice - spaziano dalle farine alla pasta 100% cece nero, insieme al biscotto cecenoce vegano e ceciocco con farina di ceci neri e farina Virgilio, e le gallette di ceci neri, riso e mais. Il nostro motto è “Un futuro che ha sapore di passato” - dice Alice - Da qui, l’attenzione meticolosa per il mondo di oggi unita alle conoscenze di chi, da anni, lavora nel settore. Ad ispirarmi, è la figura di mio nonno che ripeteva sempre: “Le cose vecchie sono sempre le migliori”. E così, anche per la fase della molitura ho deciso di avvalermi delle tecniche del passato con la macina in pietra. Questo tipo di macinatura tradizionale lavora il grano senza surriscaldarlo e il risultato è una farina soffice e profumata. La nostra - conclude Alice - è un’etichetta semplice, elegante e moderna. Sui vari prodotti, abbiamo deciso di apporre un cartoncino scritto a mano in una posizione tale che, una volta aperto il pacchetto, non vi dimentichiate di noi… Nel retro di ognuno, potrete trovare il numero seriale scritto da noi: un segno distintivo per garantire un prodotto unico, ognuno diverso dall’altro».


 

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