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Green Days, Walter Telleri: Quella volta che a scuola il termometro esplose...

Green Days, Walter Telleri: "Quella volta che a scuola il termometro esplose"...

Dal diploma a Milano dai Salesiani fino al ritorno ai monti di Prignano L’infanzia dello “storico” ufficio stampa della Provincia di Modena

Un ritorno alle origini. Al profumo della natura mentre brilla al tramonto sui dolci profili dell’Appennino. È quello che ha realizzato Walter Telleri, “storico” ufficio stampa della Provincia di Modena, ora in pensione, negli anni della giovinezza. Dopo un periodo trascorso a studiare dai salesiani a Milano, dove ha conseguito il diploma, Walter è ritornato fra i “suoi” monti, a Morano di Prignano, dove i ricordi di quand’era bambino erano talmente intensi e carichi di emozione da imporgli il rientro a casa, come una calamita.

«Mia mamma, Marinetta, detta “Tina”, stava rincalzando il mais - racconta Walter - Improvvisamente, si è sentita male e dopo due ore sono nato io. Mio padre, Giovanni, era partigiano e, successivamente, entrò in Polizia. Allora c’era una regola secondo cui non potevi sposarti se non avevi alle spalle un certo numero di anni di servizio. Mio padre e mia madre si sposarono prima di quel termine e il loro, in quel momento, fu una sorta di matrimonio clandestino. Mia mamma viveva a casa dei miei nonni paterni. Poi, successe una tragedia. Mio padre ebbe un incidente e morì in servizio: avevo solo 2 anni... Mia madre ritornò a vivere dai suoi genitori, e io crebbi con i nonni».



I nonni di Walter ospitavano in casa la maestra del paese: un’usanza tipica, una volta, delle località montane. «Un fatto sia positivo, sia negativo - confida Telleri - Perchè, se combinavo delle marachelle, ne subivo le conseguenze anche a casa... E succedeva. una volta portai a scuola una biscia morta. La maestra si spaventò a morte. Mio nonno non mi picchiò per punirmi, ma dallo sguardo capii di averla combinata grossa. In un’altra occasione, durante l’ultimo anno di elementari, facemmo scoppiare un termometro a scuola. Allora il termometro era un oggetto preziosissimo. C’era una stufa in terracotta nelle vicinanze e volevamo vedere a quale temperatura funzionasse. Così infilammo il termometro nello sportello della stufa. E il termometro, naturalmente è esploso».

Usanze tipiche della vita di montagna affascinarono Walter da piccolo. « Una tradizione che mi rimase impressa quand’ero bambino era che, ogni giorno, venivano inviati cartoni di latte - continua Telleri - Noi che abitavamo in campagna ne avevamo in abbondanza. Quindi, io non capivo perché ci veniva spedito del latte. Tutti i giorni, due bambini avevano l’incarico di andare a prendere il cartone e quella mattina non andavano a scuola. Quindi, ero contentissimo di andare a prendere il latte quando toccava a me... pur non capendo perché toccava rifornirsi di quella materia prima che da noi non mancava di certo».



Improvvisamente le giornate spensierate in Appennino, cedono il passo al grigio della metropoli. «Non c’erano le condizioni perché potessi continuare a studiare - prosegue Walter - Così emigrai a Milano, in collegio dai Salesiani, dove rimasi fino a 22 anni. Custodisco gelosamente il diploma conseguito dai Salesiani».

Poi, in quel momento, il richiamo alle radici è troppo forte. «Sapevo che in Provincia a Modena stavano cercando un ufficio stampa: un segno - conclude Walter - Era la mia occasione per ritornare da Milano. Erano gli anni Settanta. Non volevo più vivere nella metropoli. Quello che desideravo era rivedere i “miei” monti e trascorrere tempo immerso nella natura. Ed è quello che ho fatto. La mia candidatura è stata accettata in Provincia. Così, per anni, ho fatto il pendolare da Prignano, dove ora sono consigliere comunale, a Modena. Sono riuscito a realizzare molti sogni. Ho creato dal nulla due ettari di bosco. E vivo in campagna, tra i colori e i profumi dell’Appennino che portavo nel cuore anche quand’ero a Milano. Colori da cui non sono mai riuscito a separarmi e ai quali ho voluto ritornare».
 

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