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Il giallo di Cornuda passa anche per Modena

Coinvolto un geologo che ha collaborato con l'università e ha vissuto anche in città, oltre che a Reggio e a Rimini

MODENA. La vigilia di Natale il cadavere di una donna è stato trovato sulla strada che da Romano d'Ezzelino porta al Monte Grappa, all'altezza del terzo tornante.

Si tratta, quasi sicuramente (per l'ufficialità è necessaria l'autopsia, che sarà nei prossimi giorni) di Sofiya Melnyk, la 43enne ucraina scomparsa a novembre da Cornuda. La sua sparizione era un giallo che da oltre un mese stava tenendo con il fiato sospeso. La donna viveva a Cornuda, Treviso, con il compagno, morto suicida undici giorni dopo la sua scomparsa. Una convivenza lunga 16 anni che non aveva impedito alla donna di avere altre relazioni. Come quella con un geologo settantenne che vive tra Reggio, Modena e Rimini. "le avevo chiesto più volte di andare a vivere insieme - ha dichiarato il geologo, che ha colaborato qualche anno fa con l'ateneo di Modena e Reggio - ma Sofiya si è sempre rifiutata".

Il corpo è stato trovato in un burrone all'altezza del terzo tornante della strada che porta a Cima Grappa, in comune di Romano d'Ezzelino.

A scorgerlo sono stati alcuni cacciatori che hanno dato l'allarme, il ritrovamento risale a domenica mattina, 24 dicembre, attorno alle 10.30. Il corpo era in avanzato stato di decomposizione.

Gli inquirenti sono certi che si tratti di Sofiya Melnik, la donna di cui non si avevano più notizie dal 15 novembre e il cui convivente, Pascal Daniel Albanese, si era ucciso il 26 novembre.

Il Ris, nelle scorse settimane, aveva setacciato l'abitazione di Cornuda in cui viveva la coppia, alla ricerca di prove. Il corpo era in posizione fetale, vestito, coperto da un sacchetto nero. Sulla dinamica delle ultime ore di vita di Sofiya, indagano gli inquirenti. Sul Grappa la polizia scientifica. A recuperare il corpo hanno provveduto i vigili del fuoco di Vicenza, dopodiché la salma è stata accompagnata all'obitorio di Treviso, dove resta a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Sul posto i carabinieri del nucleo operativo e della scientifica di Treviso e i carabinieri di Vicenza e di Romano d'Ezzelino.

Dopo il recupero del corpo, l'area dove è stato trovato il corpo senza vita della 43enne ucraina è stato passato al setaccio dagli uomini della scientifica.

La donna è stata al centro di un vero e proprio giallo. Tre uomini sono stati al centro della sua vita negli ultimi tempi, prima della scomparsa.

Il marito, Pascal, si è tolto la vita subito dopo la scomparsa della donna, ed è finito da subito al centro dei sospetti.

Oltre a Pascal Daniel Albanese, il 50enne trovato morto domenica 26 novembre nella sua villetta di via Jona a Cornuda, ci sono anche un geologo emiliano di 70 anni e un medico di Treviso, conosciuto poche settimane prima della scomparsa.

I tre sono stati convocati dai militari dell’Arma per ricostruire le ultime giornate in cui hanno visto e frequentato Sofiya.

Il ritrovamento cambia la storia della vicenda.

Nelle prossime ore l'autopsia dirà come è morta Sofiya. Una sinistra coincidenza: il 24 dicembre di dieci anni fa fu ritrovato il corpo di Iole Tassitani.

 

 

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