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Rogo doloso alla palazzina Quattro ragazzini nei guai

Serramazzoni. I carabinieri li individuano dopo mesi e diverse testimonianze Danni per oltre 40mila euro. Il Comune vuole chiedere i soldi alle famiglie

SERRAMAZZONI. Che fosse stato un incendio strano lo si era pensato da subito, e adesso arriva la certezza. I carabinieri di Serra hanno denunciato quattro minorenni per il rogo che il 2 agosto è divampato nella palazzina che in pineta ospita bagni pubblici e spogliatoi al servizio degli impianti sportivi. Il fuoco si era sviluppato proprio dai bagni, attecchendo rapidamente nel tetto in legno e facendo abbondanza di danni: da allora l’edificio è inagibile nella parte superiore, e in attesa di lavori da almeno 40mila euro.

A seguito di un’articolata attività d’indagine, venerdì i carabinieri hanno inviato un’informativa alla Procura dei minori di Bologna (ma anche a quella di Modena che aveva aperto un fascicolo) che chiama in causa quattro ragazzini di origine marocchina, tutti nati in Italia e di età compresa tra i 13 ed i 16 anni. Uno di loro è partito mesi fa per la Francia. Per tutti l’accusa è di concorso in danneggiamento ingente provocato da incendio con l’aggravante di aver agito su un bene pubblico. Ora la Procura disporrà gli interrogatori di garanzia, da cui emergerà la loro versione.

L’idea che si sono fatti i carabinieri è che abbiano agito un po’ per noia un po’ per voglia di gloriarsi con i coetanei della loro “impresa”. Fatta sostanzialmente incendiando una tanica di benzina portata nei bagni: le fiamme sono rapidamente arrivate agli infissi e al tetto, distruggendone una parte. Decisivo nel limitare i danni l’intervento dell’autobotte di un imprenditore locale, perché i vigili del fuoco vicini erano tutti impegnati nell’emergenza di Valdalbero, e si è dovuto attendere l’arrivo di quelli di Sassuolo. Poteva essere veramente un disastro col secco di quei giorni.

Sembra che l’azione sia stata anche premeditata dal gruppo, accusato di aver nascosto la tanica in pineta qualche giorno prima. La lunga e paziente indagine, coordinata dal maresciallo Massimiliano Mantini, ha messo assieme testimonianze di persone che quando ha iniziato a levarsi il fumo hanno visto scappare qualcuno. A partire dall’animatore del vicino Adventure Park che ha aperto la porta del bagno vedendo la tanica avvolta dalle fiamme per arrivare ad alcuni ragazzini coetanei con cui gli incendiari si sono poi vantati delle gesta, anche se non è stato semplice all’inizio convincerli a parlare. Chiaro che trattandosi di minori, la Procura agirà con tatto e con obiettivo di recupero
più che punitivo. Ma il Comune si rivarrà sulle famiglie per il danno: «È stato molto consistente, non ci si può passare sopra» sottolinea il sindaco Roberto Rubbiani. «Un ringraziamento sentito ai carabinieri - nota il vice Simone Gianaroli - per l’ottima risposta data alla comunità».

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