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Gioco d’azzardo, linea dura del Comune di Modena

Il sindaco Muzzarelli: «Chi ha sale, macchinette o attività vicino a insediamenti sensibili o si trasferirà o dovrà chiudere»

MODENA Riconosce di non essere molto amato dalla controparte, ma almeno in questo caso il... gioco vale la candela. Il tema è quello dell’azzardo, e a parlare della situazione modenese, dopo la pubblicazione dei dati allarmanti da parte della Gazzetta - secondo i numeri elaborati da Gedi e Dataninja per l’inchiesta “SlodInvaders”, nel Comune di Modena nel 2016 sono stati “giocati” 255,21 milioni di euro tra slot e vlt, con una media di 1381 euro spesi per residente, mentre la classifica è guidata da Savignano, con 2017 euro spesi per abitante - è il sindaco Gian Carlo Muzzarelli.

Intervenuto sul tema a margine della tradizionale conferenza di fine anno con la stampa il primo cittadino ha ricordato che il Comune sta affrontando il problema «con un lungo lavoro, arrivando a mappare 416 luoghi “sensibili”, che non potranno avere sale da gioco o “macchinette” entro i 500 metri di distanza (la norma ha anche un effetto retroattivo, tanto che le attività già esistenti dovranno chiudere entro sei mesi o trasferirsi entro un anno). Certo - ha sorriso Muzzarelli - non siamo molto amati dalla controparte, e abbiamo tanti interlocutori che andranno per le vie legali. Noi, però, andiamo avanti, anche perché siamo convinti che sia necessario continuare a monitorare e ad educare. E anche perché - ha detto ancora il sindaco - purtroppo queste persone poi si mettono in fila ai servizi sociali».

Il sindaco ha quindi elogiato la comunità per curare le vittime del gioco patologico nata un anno e mezzo fa a Festà di Marano: «Si tratta di un centro di riferimento - ha detto - importante a livello provinciale e regionale. A Modena stiamo facendo tanto, ma non bisogna abbassare la guardia, anche perché queste persone abbiamo bisogno di tenerle dentro la società, e non di abbandonarle». E proprio a proposito della delibera approvata due settimane fa dalla giunta - che prevede zone “off limits” per il gioco d’azzardo entro 500 metri di distanza da scuole, chiese, centri universitari e spazi aggregativi di ogni tipo, compresi quelli per gli anziani - l’Agenzia di mobilità di Modena chiede un aggiornamento delle regole, includendo nuovi luoghi cittadini.

«Stazioni, autostazioni, terminal degli autobus e importanti nodi di scambio del trasporto pubblico sono luoghi di aggregazione della comunità - sostiene l’amministratore unico di Amo Andrea Burzacchini, rivolgendosi all’assessore alla Legalità Andrea Bosi - frequentati ogni giorno da migliaia di persone, in modo

particolare da giovani e giovanissimi. Proprio per questo, ritengo debbano essere aggiunti alla lista dei luoghi sensibili redatta dall’amministrazione comunale. L’importantissima battaglia di civiltà condotta dal Comune - conclude Burzacchini - merita di essere sostenuta».
 

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