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Slot e videolottery, spesi 67 milioni

È il dato sassolese. A Formigine il totale delle giocate è stato di 58 milioni, contro i 10 ciascuno di Fiorano e Maranello

Un fiume di denaro quello sperperato dai sassolesi (anche fioranesi, formiginesi e maranellesi) nelle sale di videogiochi o lotterie e bar. Numeri che continuano a crescere, soprattutto per l'uso di Vlt, le “videolottery”. Sassuolo nel 2016 ha speso un totale di 67,71 milioni di euro in giochi (28 per le slot machine e 39,7 per le videolottery); per ciascun residente in città, in media, la spesa è stata di 1.658 euro (686 per i giochi e 973 per le lottery). Un dato che rapportato all'anno precedente (i dati per diventare definitivi ci mettono circa 12 mesi) cioè al 2015, porta ad un aumento del 6,5% per le slot e addirittura del 20,3% per le lottery con una media complessiva di aumento del 13,9% e ad una spesa pro capite del 2015 (1455) ai 1658 dello scorso anno. E anche in presenza di questi dati che l'amministrazione comunale ha deciso misure restrittive per gli ambienti vicini alle 104 strutture sensibili di Sassuolo per il gioco d’azzardo: scuole, luoghi di aggregazione giovanile, impianti sportivi, luoghi di aggregazione giovanile, strutture e residenze socio-sanitarie, ospedale, strutture ricettive per categorie protette e luoghi di culto vicino ai quali non possono più funzionare sale gioco, sale scommesse e pubblici esercizi con slot e macchinette. Il censimento risulta dalla mappatura appena terminata, approvata dalla giunta ed inserita nel regolamento approvato nel corso del consiglio comunale del 18 dicembre scorso, realizzata dagli uffici comunali in applicazione della legge regionale per il contrasto e la prevenzione delle azzardopatie che vieta il gioco nei locali che si trovino a meno di cinquecento metri, calcolati secondo il percorso pedonale più breve, dai luoghi sensibili che a Sassuolo sono: gli istituti scolastici di ogni ordine e grado (dalla scuola d’infanzia alle scuole superiori e di formazione professionale) complessivamente 38; gli impianti sportivi 24; le strutture residenziali o semiresidenziali di ambito sanitario o sociosanitario 18; ospedale; i luoghi di aggregazione giovanile e gli oratori, cioè i luoghi che offrono in modo strutturato e permanente attività per minori e adolescenti, che sono 6; i luoghi di culto formalizzati e riconosciuti ufficialmente 17. Si è inoltre provveduto anche a mappare le sale gioco, le sale scommesse e gli esercizi con apparecchi per il gioco d’azzardo, per verificare quanti e quali si trovino al di sotto della distanza limite e che saranno quindi obbligati, nella prima metà del 2018, a trasferirsi e a dismettere, gradualmente, le macchinette. «Questo regolamento – commenta la vice sindaco Mimma Savigni - obbligherà anche i titolari di altri esercizi commerciali che hanno apparecchi per il gioco d'azzardo (sempre entro i 500 metri dai luoghi sensibili) a non installare nuovi apparecchi e a non rinnovare i contratti del loro utilizzo una volta scaduti. Il gioco d'azzardo patologico sta diventando una vera emergenza e questo è un primo passo, insieme alle altre azioni educative, e di prevenzione sanitaria, che il nostro distretto sta mettendo in campo. Sarà una battaglia lunga e difficile, a cui non possiamo sottrarci per il bene delle famiglie, devastate da queste dipendenze, e dei ragazzi, tante volte fatalmente attratti da queste sirene. Perchè la libertà di iniziativa economica non è assoluta, e ci sono beni più alti, come la libertà e la dignità umana, che la dipendenza (ogni dipendenza) cancella». Analizzando, in breve, anche i dati degli altri Comuni del comprensorio, notiamo che a Fiorano nel 2016 sono stati spesi oltre 10 milioni di euro (618 a testa per abitante) con un aumento del 5,4% per le slot mentre sono in controtendenza le videolottery, calate del 33,3%. La spesa pro capite nel 2015 era stata di 562 euro ad abitante. A Formigine, invece, il totale delle giocate arriva a 58,78 milioni di euro con 1712 euro per abitante, un calo dell'1,7% per le slot machine ed un aumento del 14,8% per le videolottery. La spesa pro capite nel 2015 era stata di 1701 euro. A Maranello, infine, sono stati giocati 10,95milioni di euro, con una media per abitante di 626 euro, un aumento di utilizzo delle slot del 12,7% mentre le videolottery sono rimaste alla stessa percentuale dell'anno prima. La spesa pro capite del 2015 era stata di 673 euro, calata quindi del 6,3%.

Tornando a Sassuolo, Comune capo comprensorio anche nel vizio, c'è da registrare che la delibera del Comune
sulle distanze ha effetto retroattivo e quindi “anche gli esercizi già in essere dovranno trasferirsi e/o rinunciare, nei tempi e nei modi opportuni, alle macchinette”. Il Comune dovrà inoltre comunicare un provvedimento di chiusura, per le sale gioco e le sale scommesse, entro sei mesi.

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