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Angeli, luci, un po’ di silenzio La magia di una nuova nascita

Angeli, luci, un po’ di silenzio La magia di una nuova nascita

Natale: dai Saturnali dei romani a Yule, la festa del solstizio dei popoli del Nord E, oltre la frenesia di oggi, antiche emozioni evocano i nostri “ospiti interiori”

Le luci di alberi e addobbi creano giochi intermittenti di colori che si rincorrono. Bucano il buio, diventando punto di riferimento, sorpresa, stupore e meraviglia nei più piccoli. Le luminarie invece vestono a festa i centri storici e restano, sospese, a indicare la via (dello shopping, per lo più).

Un tempo erano candele e falò, o lanterne a petrolio, a illuminare la strada, mentre nelle fiabe, in qualche luogo fatato e magico, bisogna far attenzione alle fiammelle dei fuochi fatui che ti portano via, e ti fanno perdere la strada. Perché la luce bisogna saperla riconoscere. Il rischio è di perdersi nell'oscurità...

In tempi antichi questi erano i giorni dei Saturnali, le cerimonie dedicate proprio al dio dell'agricoltura, Saturno, con sacrifici e rituali, perché l'anno nuovo fosse propizio, che si concludevano proprio il 23 dicembre. Già ai tempi dei romani, in questa occasione, c'era l'usanza di scambiarsi doni: dadi, candele di cera colorata, abiti, libri, monete, piccoli animali domestici e gli schiavi, con la maschera, assaporavano la libertà e potevano invertire i ruoli, e prendere il posto, anche se solo con l'immaginazione, dei padroni...

Per i popoli del nord, dai “barbari” germanici ai celti, era Yule la festa del solstizio d'inverno: con il fuoco protagonista. Il fuoco, il sacrificio degli animali, che venivano macellati, le danze, e i rami di sempreverde, vischio, agrifoglio, abete, simboli di resilienza, messaggi di speranza e fiducia, di resistenza alle avversità, come la vita quotidiana, che si aggrappa ai fianchi del respiro, di un respiro alla volta, a volte, per tornare a fiorire. Stonehenge è sicuramente la meta prediletta e privilegiata per chi volesse farsi o fare a un bambino un regalo davvero straordinario, in compagnia della luce, soprattutto durante il solstizio d'inverno.

E anche il 25 dicembre, data del Natale cristiano, in fondo, rappresenta la nascita (o rinascita) della luce, pur senza entrare nel merito dei suoi significati più strettamente legati alla religione cattolica. In fondo è stato lo stesso papa Gregorio Magno, così si legge, a suggerire di sovrapporre alle festività pagane precristiane il calendario cristiano. Natale compreso.

Luce, doni, auguri, buoni auspici e riti sono graditi da sempre in questo periodo. Ed è curioso che, allontanandosi dalla frenesia dei centri commerciali e cittadini dove suonano, in loop, canzoni natalizie e dove tiene compagnia la voce di Michael Bublé, sia abbastanza evidente che a dominare questo periodo, paradossalmente, sia il silenzio. Questo tempo ci invita a stare con i bambini. A fermarci almeno un po'. Se siete genitori che amano usare forbici e colla e colori e sentono un legame particolare con le stagioni e il ciclo della vita (e anche con la gratitudine) e non si limitano ai regali da mettere sotto l'albero, un piccolo dono può essere quello di preparare, assieme, dei bigliettini con le parole da lasciare nel 2017, da salutare, da non portarsi dietro, per farsi un augurio davvero speciale di “nascita” nuova. Bigliettini da bruciare, magari, nella notte di passaggio tra l'anno che se ne va e quello che viene. Come a dire grazie, basta così, queste cose non mi servono più, te le lascio. E dare il benvenuto al nuovo anno pieni di fiducia.

Oppure mettersi comodi e sfogliare un albo davvero speciale. Si chiama “Angeli”, è stato illustrato da Sonia MariaLuce Possentini, sulla base di una poesia di Emily Dickinson (con traduzione di P. Loreto ed F. Tolomei) curato da Teresa Porcella e pubblicato da Carthusia. Racconta ”gli ospiti interiori che popolano i nostri silenzi”, che sono vicini a ognuno
di noi, che magari non si possono più abbracciare, ma dei quali si percepisce, chiara, la presenza. Come fosse una luce nel buio. Buon Natale, pieno di luce.

Credito illustrazione:

© Illustrazione di Sonia Maria Luce Possentini da “Angeli”, Carthusia , 2017.



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