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Pazienza e... matematica così si fa il Pane di Natale

Pazienza e... matematica così si fa il Pane di Natale

Un laboratorio di quattro classi quinte delle scuole Saliceto Panaro E alla cucina si affianca anche il racconto delle tradizioni del passato

Manca poco e finalmente i bambini delle Saliceto Panaro potranno assaggiare il pane di Natale che loro stessi hanno preparato! È stata una raccomandazione della maestra Iolanda Cavani: «Con il pane di Natale bisogna avere pazienza anche dopo. Va mangiato durante le feste, spartito con la famiglia. Più rimane fermo e più diventa buono. È un cibo magico».

Le classi quinte A, B, C e D hanno lavorato tanto per cucinare questo cibo tradizionale con le loro mani. È stata una preparazione che ha avuto bisogno della partecipazione di tutti e di tanti… conti. Sì perché le dosi della ricetta a disposizione erano per 16 persone, ma nelle classi i bambini sono 26, 24 in quella meno numerosa. E quindi via con i compiti di matematica per capire quanti grammi in più di farina, noci, fichi, canditi, uova, mandorle, zucchero, burro, limone e cioccolato fondente sarebbero serviti per avere il dolce per tutti. Ma non solo: quanto costano gli ingredienti? Le confezioni del supermercato sono preimpostate, quanto avanzerà nella scatola? E se il pane non venisse regalato alle famiglie, ma venduto? Quanto dovrebbe costare?

Alle schede e ai quaderni pieni di numeri è seguita la parte più pratica e divertente: i bambini sono stati divisi in gruppi e ad ognuno è stato affidato un compito preciso. In 4 hanno tagliato le noci, altrettanti i fichi e le mandorle, altri hanno sbattuto le uova, dividendo con attenzione il tuorlo dall’albume; altri ancora hanno avuto il compito di grattugiare le bucce dei limoni mentre 5 bambini hanno rivestito le vaschette di burro e farina in modo che l’impasto del pane non si attaccasse. Il mercoledì e il giovedì della settimana scorsa sono stati i giorni della grande catena di montaggio culinaria che avrebbe portato il dolce di Natale tipico di Modena sulle tavole delle famiglie dei bambini. Il tutto rispettando le norme igieniche: gli alunni si sono presentati con i capelli legati o con cuffiette e bandane e grembiuli colorati.

Una volta pronti, tutti gli ingredienti sono stati raccolti sul tavolo, dove le maestre hanno iniziato a impastare sotto lo sguardo stupito dei piccoli. Una volta diviso l’impasto nelle vaschette, le insegnanti si sono premurate di portarlo al forno “La coppia di pane”. «Hanno fatto un lavoro ottimo. - ha detto Iolanda - Una volta uscito dal forno il pane faceva un profumo buonissimo». Ma il lavoro non era finito. Un giorno di riposo e poi è venuto il momento del bagno nella saba. Con un pennello da cucina i bambini hanno spennellato con cura il loro dolce. Finché non è arrivato il momento del problema di geometria: come tagliare il pane nel modo migliore? Alla matematica si affianca la storia della tradizione modenese, quindi dei nonni e dei racconti di tanti Natali fa. Ma chi non è della nostra città, che dolce prepara per le feste? Un altro compito dei bambini è quello di condividere tra loro le storie di queste ricette vecchie e buone. Una confezione con carta trasparente e fiocchetto ed il pane è pronto per essere regalato ai genitori. Il sapore sarà una sorpresa per tutti, soprattutto per i bambini: la maggior
parte di loro non ha mai assaggiato questo dolce che si sono divertiti molto a preparare. «È stato bello perché abbiamo lavorato tutti insieme. E anche chi finiva per primo, trovava qualcosa da fare per aiutare gli altri!»: un commento condiviso da tutta la gang di piccoli cuochi.

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