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Varisco, manager Twin Set «Carpi per noi è strategica»

Che Milano sia la capitale della moda italiana è un fatto indiscusso. Che la moda italiana non sia prodotta a Milano, anche. Sta di fatto che alcune aziende carpigiane hanno deciso di affiancare il...

Che Milano sia la capitale della moda italiana è un fatto indiscusso. Che la moda italiana non sia prodotta a Milano, anche. Sta di fatto che alcune aziende carpigiane hanno deciso di affiancare il proprio storico nome, a quello del capoluogo lombardo, suscitando non poche perplessità in città. Sì perché la moda e tutto il settore tessile sono sempre stati un vanto per Carpi e vedere il nome "Milano" a corredo di alcuni dei brand più rinomati della zona, ha toccato l’orgoglio di chi quegli abiti li fa e li fa proprio a Carpi.

Twinset, con l’introduzione del nuovo logo Twinset Milano, il marchio controllato dal fondo di private equity Carlyle, rafforza la propria strategia di sviluppo puntando l’obiettivo sui mercati esteri e riconfermando la sua identità italiana attraverso il legame con Milano, città simbolo della moda. I mugugni e le interpretazioni di un imminente abbandono di Carpi da parte dei due storici brand sono così aumentati. Alessandro Varisco, amministratore delegato di Twinset, fa chiarezza. «L’azienda non lascerà Carpi, anzi con il nostro avveniristico quartier generale vogliamo diventare sempre di più un polo attrattivo per chi vuole conoscere e capire cosa voglia dire produrre a Carpi».

L’ad, che è milanese e ha lavorato per anni nel gruppo AEffe di Alberta Ferretti e in precedenza da Versace e Valentino, conosce perfettamente l’appeal che Milano ha nel mondo e spiega così la scelta di affiancare il nome della capitale della moda a quello dell’azienda che rappresenta: «Twinset, dopo l’uscita di Simona Barbieri e la conseguente esclusione del suo nome da logo, da solo evocava il duo maglioncino e cardigan. Serviva un nome che desse una connotazione italiana da un lato e che fosse un’operazione di marketing evocativa dall’altro. Perchè non abbiamo scelto Carpi? Perché purtroppo e anche banalmente, all’estero viene scambiata con l'isola di Capri creando non poca confusione a chi non ha dimestichezza con la nostra lingua. Abbiamo investito milioni euro in un head quarter che è un polo per creare la maglieria più innovativa del genere, Carpi resta un punto strategico per noi, un luogo di un’effervescenza imprenditoriale ed efficienza unici in Italia e stiamo pensando di fare un campus per
fare studiare questa realtà agli stranieri e chi viene da fuori città. L’ufficio creativo, l’ufficio stile resteranno qui, il commerciale è a Milano, dove ha sede la finanza italiana. Milano non è sinonimo di abbandono del territorio ma è il veicolo con il quale Carpi va verso il mondo».

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