Quotidiani locali

«Vogliamo nuove norme per le vittime di rapine»

Formigine. Seghizzi presidente del comitato “Io ho il diritto di difendermi” «Siamo apolitici ma avere con noi esponenti delle liste ci fa piacere e ci dà forza»

FORMIGINE. Una riunione nei primi giorni del nuovo anno, in un gruppo ristretto, per definire data e modalità della manifestazione a favore della legittima difesa. È quanto hanno in programma i membri del neonato comitato “Io ho il diritto di difendermi”, nato spontaneamente, sui social, poche ore dopo la pronuncia della sentenza di condanna in primo grado ai danni di Giuliano Barbieri, commerciante formiginese che sparò ad un ladro che si trovava nel suo negozio. Come noto la sentenza, con la condanna a 3 anni e un mese per tentato omicidio colposo, ha indignato tanti cittadini, molti dei quali si sono dati appuntamento l’altra sera per formare il comitato. Confermata la scelta di non utilizzare il nome di Barbieri e di non battersi nello specifico solo per il suo caso, bensì di sensibilizzare politica e opinione pubblica sulla questione della legittima difesa e del rischio di dover subire conseguenze giuridiche dopo aver già subito furti e reati. A presiedere il comitato la giovane Serena Seghizzi, web designer di origini formiginesi, che sarà aiutata dai due vice Rossana Frascari e Giorgio Leoni. Nel comitato, che conta ad oggi 110 iscritti, molti commercianti e anche alcuni volti della politica, in particolare delle liste civiche del distretto e del centrodestra. «Sia ben chiaro però – puntualizza la presidente, Serena Seghizzi – che il comitato è e rimarrà apolitico, come lo sono io. Ciò che ci interessa è che ci siano più componenti possibili, e dovendo parlare alla politica il fatto di avere con noi esponenti di alcune liste ci fa piacere, ma non siamo un’emanazione di partito e chi è con noi è qui per la causa, non per fini elettorali. Noi vogliamo una revisione delle norme per tutelare davvero chi si difende, e non ci interessa il colore politico di chi ci ascolterà». Sulla questione del mancato “uso” del nome Barbieri, che l’altra sera aveva visto il favore di alcuni cittadini riunitisi al primo incontro, la presidente parla di ragioni di opportunità. «Non useremo il nome di Barbieri, né il suo caso specifico – spiega – perché vogliamo difendere tutti coloro che hanno subito furti e ripercussioni legali per essersi difesi. Vogliamo evitare che Giuliano, che purtroppo in Italia non è il primo, e non sarà l’ultimo, a subire queste vicissitudini, diventi uno strumento politico. Inevitabilmente tutto è partito vedendo un nostro concittadino subire un processo per essersi difeso, ma purtroppo succede a tanti. La legge deve cambiare, lo stato ci deve
tutelare, deve tutelare i cittadini onesti che pagano le tasse, e non punirli come criminali». Lacunosa, ancora, la linea del comitato, che ha una propria, omonima, pagina Facebook, sulla questione giudiziaria formiginese e sulle ipotesi di riforma dell’istituto della legittima difesa.

TrovaRistorante

a Modena Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PERCORSI

Guida al fumetto: da Dylan Dog a Diabolik