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Carpi, ospitano in casa propria un profugo pakistano

La famiglia Stevanin ha “adottato” il 18enne e pure una maestra lontana da casa «La nostra è fratellanza. Sulla tavola carne di maiale e macellazione islamica»

CARPI. Ospitano in casa un ragazzo pakistano di 18 anni, “adottandolo” come nuovo componente della famiglia. Questo il nobile gesto di Paolo Stevanin, della moglie Lorena e dei figli Alex e Sara. Paolo e la sua famiglia vivono sulla statale Motta, al confine tra Rovereto e San Marino. E cinque mesi fa hanno aperto le porte a un giovane scappato dal Pakistan su incentivo della famiglia per cercare migliore fortuna, dal momento che nel suo paese d’origine le condizioni per studiare e lavorare sono precarie e le difficoltà nel costruirsi un futuro appaiono talvolta insormontabili.

Saqlain Afzal ha compiuto 18 anni lo scorso luglio ed è il primo di quattro fratelli. «Ho deciso di partire in treno dal Pakistan, incentivato dalla mia famiglia, per tentare di costruirmi un avvenire - racconta il giovane - attraverso l’Iran ho percorso tantissima strada a piedi. Poi, ho trovato un passaggio tramite alcuni lavoratori che mi hanno caricato sul loro furgone e, dopo mille peripezie, sono riuscito ad arrivare in Grecia. Qui le condizioni non erano certo semplici. Mi hanno offerto la possibilità di andare a scuola, ma, non conoscendo bene il greco. Così, sono fuggito ancora: prima ho raggiunto Belgrado, poi l’Ungheria, dove sono stato per tre giorni senza mangiare, né bere e alla fine sono approdato in Austria, dove mi hanno messo in galera perché ero senza documenti fino a quando, un giorno, mi hanno destinato a un luogo che dà ospitalità agli stranieri. Poi, il 19 gennaio di quest’anno, sono arrivato a Rolo, ho raggiunto Novi».

A Novi, i servizi sociali hanno contattato il prete di Rovereto, don Andrea Zuanni, il quale, a sua volta, ha allertato Paolo Stevanin che, in precedenza, aveva offerto ospitalità a un ivoriano. «Saqlain è venuto a stare da noi la scorsa estate, quando non ha più potuto rimanere in una comunità riservata soltanto ai minorenni - spiega Paolo, imprenditore agricolo e membro di Coldiretti - Lo abbiamo accolto a braccia aperte sulla base dello spirito di fratellanza. Ho portato Saqlain due volte in Prefettura perché possa ottenere i documenti. L’ho accompagnato a Baggiovara a fare tutte le vaccinazioni necessarie. Il Comune di Novi mi ha rilasciato un certificato che attesta che il ragazzo è ospite a casa nostra. Speriamo che i documenti arrivino presto così anche Saqlain potrà porre le basi per il suo futuro. È musulmano e per noi questo non è un problema.

In tavola mettiamo la carne di maiale e la macellazione di tipo halal, quella concessa a chi professa l’Islam. Gli abbiamo donato scarpe e vestiti» conclude Paolo.

La famiglia Stevanin ospita anche una maestra di Napoli che insegna a scuola a Rovereto.

 

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