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Modena, allagamenti e gelicidio Ok allo stato d’emergenza

Provvedimento lampo del Governo dopo i danni causati anche dal fiume Secchia Ecco i soldi per Campogalliano e Appennino. Gazzolo: «Priorità a case e aziende»

CAMPOGALLIANO. Con un provvedimento lampo il Consiglio dei ministri, su richiesta del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha approvato la richiesta dello stato di emergenza per le zone che hanno subito gli allagamenti di metà dicembre e il gelicidio che ha condizionato, nello stesso periodo, l’Appennino. Secondo una prima stima del danno nel territorio modenese si superano abbondantemente i dieci milioni di euro, che coincidono con il primo stanziamento governativo. Ai fondi nazionali si aggiungono i 2 milioni stanziati dalla Regione all’indomani dell’alluvione e del gelicidio che saranno utilizzati per le somme urgenze.

«Abbiamo fatto bene a correre, ed era doveroso farlo - afferma l’assessore alla Difesa del suolo e alla Protezione civile, Paola Gazzolo - Era fondamentale avere subito una risposta del Governo e contare sui primi fondi certi prima della fine dell’anno per superare la fase di urgenza. L’arrivo delle risorse è un segnale importante. Ora il nostro impegno proseguirà senza sosta: vogliamo mettere in sicurezza i territori, far rientrare le persone nelle loro case e far ripartire le imprese, a cominciare dalle più piccole che sono legate strettamente alla vita delle comunità. Saremo ancora al fianco dei cittadini e di tutti i soggetti colpiti, avviando la ricognizione dei danni a privati e attività produttive, necessaria per i successivi risarcimenti».

«Nel frattempo - spiega una nota della Regione - superata la fase della prima emergenza si sta approfondendo e analizzando nei dettagli quanto successo. Nei giorni scorsi, in Regione, si è già tenuto un primo incontro a cui, oltre all’assessore Gazzolo, hanno partecipato tutti gli enti competenti sia per la previsione e l’allerta di protezione civile sia per la gestione di fiumi e canali: Aipo, Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, Servizio regionale di Difesa del suolo, Arpae,
Consorzi di Bonifica ed Autorità di bacino del fiume Po. La relazione finale servirà ad avere in mano gli elementi necessari a rafforzare la prevenzione e innalzare i livelli di sicurezza, con l’obiettivo di ridurre il più possibile i rischi di veder ripetersi tali eventi».



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