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Finale, con i soldi di soci e affitti compravano titoli di borsa

Finale. Inchiesta sulle associazioni. I carabinieri setacciano il business Bocciofila Indagini partite dopo la denuncia di alcuni genitori. I figli erano tornati ubriachi 

FINALE. Novembre 2015: alcuni adolescenti tornano a casa particolarmente alticci dopo una festa alla sala Meridiana di Massa. È da quelle lamentele, avanzate da alcuni genitori, che prende le mossa l’ultima inchiesta dei carabinieri di Finale e del Reparto Operativo di Modena sull’associazionismo finalese. Un’inchiesta che ha portato a 15 notifiche di indagini ad altrettante persone tra cui sindaci, politici e referenti delle associazioni.

Ma in oltre due anni di lavoro l’Arma ha analizzato soprattutto la gestione del complesso di via Per Mirandola, che comprende la Bocciofila, la sala Meridiana e il bar. Tre strutture che vengono considerate diverse dall’ufficio Patrimonio del Comune nel tentare di porre rimedio ad una situazione irregolare qual è la mancanza di convenzioni, ma che risultano “gestite” direttamente dalle stesse persone quasi fossero un corpo unico. E a farlo sono i vertici dell’associazione Bocciofila Massese che incassano soldi sia per il subaffitto del bar interno - in teoria vietato dall’ultima convenzione - sia per l’affitto della sala Meridiana, che ha un tariffario ben dettagliato a seconda del servizio che viene richiesto.

Per il bar si sono succeduti diversi gestori, compreso l’ultimo - una donna - che ha innescato una frenetica corsa degli uffici comunali per garantirle di tenere aperto l’attività, sfociata in lettere perentorie e un bando diventato pubblico soltanto dopo la scadenza imposta dal Comune. E tutti pagavano l’affitto in contanti ai referenti della Bocciofila che poi versavano i soldi su un apposito conto corrente, scandagliato dagli investigatori per un’inchiesta che non poche preoccupazioni aveva innescato tra i responsabili. E dalle analisi emerge come l’associazione, pur risultando senza fini di lucro, aveva anche disposto - se ne trova traccia almeno in un verbale di Consiglio - di investire parte delle entrate in titoli (circa 80mila euro in pochi anni senza, comunque, ottenere grandi rendimenti, ndr). Proprio quella caratteristica imprenditoriale ha portato i carabinieri ad entrare ulteriormente nei dettagli gestionali del polo bocciofila, scoprendo come l’associazione avesse una buona disponibilità economica proprio grazie agli affitti, soprattutto quello della Meridiana. Emblematica è una conversazione intercettata in cui un funzionario comunale sottolinea come i “soldini” giravano attorno a quella sala.

E una costola dell’inchiesta porta anche all’esterno della struttura, esattamente sul campo da beach volley, realizzato su suolo pubblico, in modo abusivo, senza autorizzazioni e con l’energia attacca alle utenze che l’associazione massese avrebbe dovuto versare al Comune, ma che farà soltanto dopo una prima interrogazione firmata da Maurizio Boetti. Utenze che si vorrebbe poi abbassare, inserendo i costi di affitto della Meridiana che aveva ospitato l’asilo parrocchiale, unica giustificazione per incassare i soldi
della Regione per il ripristino e non per permettere la ripresa delle attività sportive scolastiche visto che elementari e medie di Massa alla Meridiana non hanno mai fatto attività fisica come confermato in Consiglio comunale da un assessore e ai carabinieri da un’insegnante.(fd)

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