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"Nessun privilegio per Pizzolato, vuole tornare in Italia"

A dirlo è l'avvocato del banchiere arrestato nel 2014 a Pozza di Maranello, dove si nascondeva

Henrique Pizzolato, il banchiere italo-brasiliano estradato a ottobre 2015 e in questi giorni scarcerato nel Paese sudamericano, non ha usufruito di nessun privilegio. E adesso spera di tornare in Italia. Lo spiega l'avvocato Alessandro Sivelli, che difende il manager del Banco do Brasil coinvolto nella tangentopoli 'Mensalao' e arrestato a febbraio 2014 a Pozza di Maranello, dove si era rifugiato a casa di parenti, dopo essere stato condannato in Brasile. La notizia della scarcerazione è su La Stampa.
"In realtà - spiega il legale di Pizzolato - è stato scarcerato non per un atto di clemenza ad personam, ma per l'applicazione di un condono del quale hanno beneficiato altri detenuti che avevano gli stessi requisiti. Nessun privilegio, anzi Pizzolato ha usufruito con ritardo immotivato e in violazione delle norme dell'ordinamento penitenziario brasiliano dei benefici carcerari".
L'avvocato Sivelli ricorda inoltre che "è ancora pendente in Cassazione il procedimento per l'estensione dell'estradizione per i reati di falso dei documenti del fratello morto", con cui Pizzolato riuscì a raggiungere l'Italia "Se venisse accolto - prosegue - verrebbe nuovamente sottoposto a carcerazione.

Sarebbe una grave ingiustizia, anche perché il Brasile non ha dato alcuna garanzia sul luogo di questa eventuale detenzione.
Ho sentito Pizzolato che ovviamente è molto felice e spera di poter ritornare in Italia a breve, non appena gli verrà riconsegnato il passaporto".

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