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Alla Camera di commercio arriva il tempo di Molinari

È lui il presidente designato da Confindustria, la vice presidenza va alla Lapam Un programma che punta su competitività, turismo, lavoro, infrastrutture

Gli obiettivi “strategici” sono quelli che, a dire il vero, da anni vengono proposti con veste diversa: competitività del territorio, orientamento al lavoro e alle professioni, infrastrutture. I soldi per contribuire a realizzarli sono sempre di meno, ciò nonostante la Camera di Commercio si affaccia a questo 2018 con un piglio propositivo della serie: “Mai come in questo momento occorre passare dalle parole ai fatti”. Questo grazie a una nuova presidenza che vedrà Confindustria prendere in mano il “pallino”, con alla guida il suo rappresentante diretto Giuseppe Molinari, che succede a Giorgio Vecchi, affiancato da un vicepresidente in quota Lapam, il nome è ancora da designare (si sussurra Luigi Erio Munari, ex-presidente provinciale, anche se lui nicchia). Una presidenza quella di Molinari nata soprattutto grazie al ruolo di primo piano di Confindustria, in sintonia con Lega Coop e Lapam, che in parte ha retrocesso a ruolo di comprimari le altre associazioni; Cna e Confesercenti tanto per fare un esempio.

Per l’attuale vicepresidente Cerchiari di Cna, che secondo alcuni ambiva alla presidenza camerale, si vocifera di un futuro alla presidenza di Democenter. Si vedrà. Il cambio della guardia è previsto a primavera, quando la nuova giunta Camerale diventerà operativa e proverà a mettere in atto i contenuti dell’accordo per la Camera di Commercio attorno al quale nelle scorse settimane è stato raggiunto un’intesa, sulla base di una serie di incontri, coordinati da Confindustria.

DA SOLI. Un accordo programmatico che deve confrontarsi con la nuova legge delle Camere di Commercio, che come noto ha obbligato la maggior parte di esse ad accorparsi. Modena, visto il numero di oltre 75mila iscritti può rimanere da sola. Altra novità, con cui in questi anni la Camera ha dovuto fare i conti, è il progressivo taglio del diritto annuale, dovuto dalle imprese alle Camere, il che significa minori fondi a disposizione.

La Camera di Modena ha intenzione di rimanere autonoma ma l’accordo programmatico non esclude che in un futuro, qualora ci fosse la convenienza, potrebbero essere valutate possibili alleanze con altre realtà camerali, sulla scia di obiettivi strategici comuni. Nel frattempo cosa prevede il piano programmatico della Camera di Modena? Sul fronte del supporto alle imprese c’è l’impegno a migliorare il servizio attraverso convenzioni e cofinanziamento, con altri soggetti pubblici e privati. La riforma ha previsto anche un nuovo ruolo per Promec che confluirà in una new-co nazionale con ambiti di intervento sul fronte dell’internazionalizzazione.

IL TERRITORIO. Ma veniamo all’impegno sul territorio che si snoderà su “priorità strategiche” di cui si parla da anni: competitività, orientamento al lavoro e alle professioni e infrastrutture. Sul fronte della competitività delle imprese, l’obiettivo è migliorare il livello di innovazione delle aziende; questo, nei piani, dovrebbe passare attraverso una sempre maggiore sinergia e collaborazione con l’Università di Modena specie per sviluppare la ricerca, attraverso i centri per l’innovazione. Che potrebbero fornire lo sviluppo della ricerca per aziende che non possono permettersi questo tipo di strutture. In quest’ottica, un ruolo cruciale potrebbe avere Democenter, che potrebbe diventare il punto di riferimento con l’Ateneo specializzandosi in quattro settori: Automotive, Meccanica, Information tecnology e Biomedicale. Facile capire come ingegneria giochi un ruolo determinante.

IL TERRITORIO. L’altro grande capitolo, sul quale la Camera di Commercio sembra voler imprimere una svolta è quello del “marketing del territorio” e il turismo. Il tema è quello di cui si parla da anni: attrarre investimenti e anche turismo, vendere bene le proprie eccellenze. La recente alleanza con Bologna, impone a Modena di non giocare un ruolo di comprimario ma di vendere bene le proprie carte. Come? Gli enti in campo sono i soliti da Modena Fiere e ModenaTur da qui l’impegno a supportare i Musei Ferrari, il Festival filosofia e Modena Terra dei motori. Ma questo non basta: da qui la proposta di puntare su un nuovo ruolo per la consulta del turismo. Che deve diventare il motore di un “progetto Modena” sul turismo, con iniziative concrete da «condividere nel percorso unitario con Bologna». Grandi progetti richiedono grandi risorse, quindi viene indicata con forza la necessità di sviluppare il modo per raccogliere risorse. Magari attorno a singoli progetti turistici. Dopo aver raccolto idee e risorse servirà un soggetto attuatore. Se Bologna ha “Bologna Welcome”, Modena potrebbe ampliare il ruolo di “Modenatur” strumento operativo di un “Comitato di indirizzo”, che a sua volta dovrebbe operare in sinergia con la Cabina di regia costituita dalla “Consulta del turismo”.

LAVORO E INFRASTRUTTURE. Completano il programma il tema dell’orientamento al lavoro e delle infrastrutture. Per il primo l’ente camerale auspica di rafforzare il dialogo tra scuola e mondo di lavoro, per creare situazioni occupazionali e per sviluppare il tema alternanza- scuola lavoro. Questione questa che al momento sta creando più malumori, che soddisfazioni tra gli istituti scolastici modenesi. Infine le infrastrutture: un sistema produttivo come
quello modenese, è il tema, ne ha bisogno e quindi l’impegno è di spingere il più possibile per migliorare la viabilità con i progetti noti da tempo dalla bretella Campogalliano-Sassuolo alla Cispadana, dal ruolo dello Scalo merci di Marzaglia a sinergie con gli aeroporti dei dintorni.

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