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Vignola, ecco le borse green di Eleonora

Vignola, ecco le borse green di Eleonora

La stilista di Vignola le produce con tessuti naturali e con manodopera “non sfruttata”

Si chiama Eleonora Mariotti, è di Vignola, architetto, con una grande passione (ed esperienza) per il design e l’ecosostenibilità. Eleonora oltre ad essere architetto è anche stilista, creatrice di bellissime borse originali e “green”. «Sono un’architetta ed il master in architettura ecosostenibile mi ha aperto nuove strade – spiega Eleonora - infatti collaboro con un’associazione, A.R.I.A. Familiare, che si occupa di promuovere progetti di auto costruzione e recupero architettonico rispettoso delle persone e dell’ambiente. Dopo il master la mia attenzione si è focalizzata su sistemi produttivi più etici così nel 2010 ho scelto di fondare un Gruppo d’Acquisto Solidale (GAS) nella mia città, Vignola».

Come è nato il progetto delle borse?

«Mi appassiona il tema del tessile etico rispettoso dei lavoratori e delle lavoratrici perché oramai molti grandi marchi della moda non producono più in Italia, hanno delocalizzato quasi tutta la produzione all’estero, si può ancora parlare in questi casi di Made in Italy? In questo modo migliaia di piccole imprese tessili qui in Italia hanno chiuso sotto i colpi dell'imbattibile concorrenza estera; ho avuto modo di conoscere alcune lavoratrici in cassa integrazione provenienti da un’azienda che produceva borse vicino a Bologna e così ho pensato che i modelli di borse che disegnavo per me e per qualche amica potessero essere prodotti più professionalmente da persone esperte che da anni lavorano nel confezionamento di accessori. Il progetto delle borse ‘Elzeviri16’ è nato così dall’incontro tra voglia di disegnare qualcosa di nuovo ed originale e di realizzarlo con professionalità artigianale ma senza sfruttamenti».



In cosa è diverso e unico il tuo prodotto rispetto agli altri? Dove acquisti/trovi le materie prime? Ed il nome da cosa deriva?

«Potrei definire ‘Elzeviri16’ un progetto etico di creazioni tessili realizzate in Italia a livello artigianale che coniugano etica, ecosostenibilità ed estetica. I tessuti che utilizzo sono naturali e biologici o ottenuti tramite ‘upcycling’ ovvero ricavati da vecchi abiti dismessi, attuo il più possibile ‘recupero di marginalità’, uso stoffe e tessuti in disuso facendole rinascere con nuove forme; la scelta di non utilizzare fibre acriliche o derivate dal petrolio - e nemmeno pelle e cuoio - rende questi manufatti tessili ‘cruelty free’. Le mie creazioni sono pezzi unici; elaborate e cucite dalle mani esperte di chi in Italia lavora da anni nel campo della moda. Unico problema sono le cerniere, se qualcuno le produce di plastica riciclata mi contatti, per ora non ho trovato nessuno che le faccia in questo modo. Il nome ‘Elzeviro’ nasce nel 1600 per definire il carattere di stampa usato dagli Elzevier, famiglia di editori-tipografi di Amsterdam; le loro edizioni erano autentici capolavori per finezza; successivamente, il termine ‘elzeviro’ è passato ad indicare l’articolo dedicato alla critica artistica. Allo stesso modo ogni creazione “Elzeviri 16” è un piccolo manufatto di valore, un pezzo unico, frutto di un laborioso lavoro svolto con cura».

Dove si possono vedere/acquistare i tuoi prodotti?

«Ho una pagina Facebook www.facebook.com/Elzeviri16/ , un profilo su Instagram www.instagram.com/elzeviri16/ ed un sito www.elzeviri16.it dove si possono vedere i vari modelli, sapere di più sulla filosofia che regola le mie creazioni ed acquistarle; inoltre le borse 'Elzeviri16' sono presenti in alcune botteghe che danno spazio a designer ed artigiani di qualità, ma ciò che preferisco fare è consegnarle direttamente nelle mani degli interessati così ho la possibilità di spiegare la storia di ogni singolo tessuto.
 

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