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Sassuolo, zia accoltella il nipote per un cellulare

Il giovane vende il telefono di proprietà della donna che lo aggredisce in casa: denunciata dai carabinieri per lesioni

SASSUOLO.   Hanno iniziato a discutere per futili motivi, pare per la vendita di un cellulare senza autorizzazione. Il litigio, nel giro di pochi minuti, è degenerato in accoltellamento.

A discutere ferocemente sono stati zia e nipote, il primo di gennaio. I carabinieri della Compagnia di Sassuolo sono intervenuti presso l’abitazione dove vivono entrambi, dal momento che risultano conviventi. I militari sono stati chiamati dal personale della Croce rossa, i primi ad intervenire sul posto per medicare la ferita procurata al giovane dalla zia.

La dinamica è in corso di accertamento, ma dagli elementi raccolti dalla pattuglia dei carabinieri fino a questo momento emerge che i due parenti si trovavano in casa quando hanno iniziato a confrontarsi in modo molto acceso su un cellulare che la donna, 53 anni, aveva prestato al ragazzo 21enne. L’accusa era chiara: aveva venduto il telefono senza alcuna autorizzazione. Un comportamento che ha fatto andare su tutte le furie la donna, che si è scatenata in pesanti accuse ricevendo a sua volta risposte altrettanto preoccupanti. Ma alle parole sono presto seguiti i fatti.

La discussione è degenerata in accoltellamento quando la 53enne ha preso un coltello da cucina chiuso nel cassetto, dalla lama di una decina di centimetri. La donna ha infatti dichiarato ai militari di avere impugnato l’utensile come arma perché temeva che il nipote volesse avventarsi su di lei, gonfio di rabbia. In quel momento, stando a quanto confidato ai carabinieri, la zia ha temuto per la propria incolumità.

La stessa sensazione che ha provato il giovane, il quale ha raccontato ai militari che, vedendo la zia armata di coltello, ha avuto subito paura. Il 21enne ha quindi tentato di sfilarle il coltello e nel tentare quella mossa è rimasto ferito al braccio destro. Ferita in seguito alla quale la Croce rossa è intervenuta subito sul posto una volta chiamata dagli stessi protagonisti. Dalle prime indagini sembra, quindi, che l’accoltellamento non sia tanto frutto di un comportamento intenzionale della donna, quanto di un insieme di movimenti dei due parenti.

Il ragazzo, una volta medicato all’ospedale, è stato dimesso con una prognosi di qualche giorno per leggere ferite da taglio al braccio. La ferita non sarebbe profonda, infatti, e il ragazzo se la caverà in tempi rapidi.

La zia dovrà invece affrontare conseguenze penali per il suo comportamento. Conseguenze delle quali dovrà rispondere davanti all’autorità giudiziaria. La donna è infatti stata denunciata dai militari dell’Arma per lesioni personali di tipo aggravato. Nonostante la dinamica sia ancora tutta da chiarire, infatti, la ferita con il coltello è sufficiente per i carabinieri a fare scattare la denuncia d’ufficio.

Nei prossimi giorni, poi, sia la zia che il nipote verranno ascoltati dagli investigatori che avranno il compito di tracciare nel dettaglio lo svolgimento reale dei fatti.

Serena Arbizzi