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Modena, gli scheletri dei chioschi sui Viali ancora senza progetto

L’auspicio dell’assessore Vandelli: «Nei prossimi giorni incontreremo i gestori» Nessuna sicurezza sul completamento dei primi tre entro la primavera Smentito l'ottimismo del sindaco Muzzarelli

MODENA. Il progetto per mettere fine al degrado causato dagli scheletri dei chioschi in cemento che da oltre tre anni deturpano il parco delle Rimembranze ancora non c’è. Era parso che tutto fosse pronto quando - tre giorni fa - il sindaco Gian Carlo Muzzarelli si era lasciato scappare con i giornalisti la frase «il progetto è pronto».

Ma ieri la risposta in consiglio comunale dell’assessore all’urbanistica Anna Maria Vandelli ad una interrogazione di Forza Italia, alla presenza del primo cittadino, è stata un po’ una doccia fretta. La realtà è questa: nella prima fase che segue l’assoluzione di primo grado per Comune e Soprintendenza del giugno scorso si completeranno i tre chioschi dissequestrati.

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Il Comune presto incontrerà i proprietari delle tre “baracchine” (Bar Elio, Bobotti, ex Tosco) e con loro definirà il completamento delle strutture. L’auspicio è di completare i chioschi per l’avvio della stagione all’aperto di primavera, ma occorrerà vedere se e di quali risorse dispongono i gestori. Più avanti - ma non si sa quando - ci sarà la secondo fase che vedrà il completamento con altre due strutture commerciali la storica passeggiata verde che è anche un monumento ai caduti della prima guerra mondiale (è contiene anche una parte intitolata all’ex presidente della Repubblica Sandro Pertini). Il quarto chiosco che verrà realizzato, questo ex novo con progetto apposito, sarà il Lido Park fortemente ridotto mentre il nome del quinto chiosco “salvato” l’amministrazione comunale ancora non l’ha comunicato. Certo l’assoluzione di dirigenti comunali e della Soprintendenza di quasi sette mesi fa - la Procura ha fatto ricorso in appello - ha fatto tirare un sospiro di sollievo, ma i problemi sembrano ancora tanti. Legali (con i gestori), amministrativi (con la Soprintenza visto che alla Gazzetta l’attuale soprintendente aveva espresso dubbi) e tecnici perché la riduzione delle strutture e del totale della “cementificazione” pone problemi. Ieri è intervenuto l’assessore Vandelli: «Mi pare che il aula qualcuno sia dispiaciuto per l’assoluzione, ma la sentenza è chiara e la soprintendenza è stata assolta insieme al Comune. La demolizione costa e sarebbe un semplice vezzo vista la situazione attuale per questo andiamo avanti con i permessi a costruire in essere. I tre chioschi mitigheranno molto la presenza del cemento e saranno in vetro e rame con colori come il verde e il marrone. Nessun ristorante e Lido Park molto più piccolo degli 11 moduli mentre i chioschi avranno una parte apribile e richiudibile». «Non è vero che il Comune non ha responsabilità», ha chiuso Adolfo Morandi di Forza Italia.

Stefano Luppi
 

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