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Modena, nuovo raid dei ladri in piazzale I° Maggio: spaccata al chiosco

Mazzate sul vetro montato dopo la razzia del giorno prima. I negozianti: «Questa è terra di nessuno. Il Comune intervenga»

Modena, piazzale I° maggio altra spaccata con furto "Non ci sentiamo sicuri" Sono tornati solo 24 ore dopo il primo devastante raid e questa volta, sempre armati di pietre e spranghe, hanno spaccato una vetrata appena montata. Il titolare del chiosco, un commerciante cinese, non ha parole. Ripete solo: «Ho appena speso 450 euro». Le baracchine di piazza Primo Maggio, accanto alla stazione delle corriere – le baracchine che un tempo si trovavano in piazza XX Settembre – sono sotto scacco. Una banda di delinquenti ha deciso di insistere a spaccarle per rubare le merci stipate dentro. I negozianti sono infuriati e avviliti.

MODENA. Sono tornati solo 24 ore dopo il primo devastante raid e questa volta, sempre armati di pietre e spranghe, hanno spaccato una vetrata appena montata. Il titolare del chiosco, un commerciante cinese, non ha parole. Ripete solo: «Ho appena speso 450 euro». Le baracchine di piazza Primo Maggio, accanto alla stazione delle corriere – le baracchine che un tempo si trovavano in piazza XX Settembre – sono sotto scacco. Una banda di delinquenti ha deciso di insistere a spaccarle per rubare le merci stipate dentro. I negozianti sono infuriati e avviliti. Hanno chiesto un incontro urgente al Comune: l’obiettivo di alcuni di loro è togliere le parti in cristallo delle baracchine e sostituirle con piastre di acciaio, come il resto del piccolo edificio, o mettere inferriate.

L’altra mattina erano state cinque le baracchine prese di mira. Vetri temperati in frantumi o pieni di rose di crepe, sangue dei ladri per terra, danni e un solo capo rubato, un piumino. Alcuni negozianti avevano già avuto una “visita” solo una settimana prima: anche in quel caso vetri rotti e serrature forzate. Alcuni erano riusciti a togliere i vetri rotti e sostituirli con scotch e cartone in attesa che il vetraio portasse la parte nuova. La mattina è stata passata a fare pulizie e controlli mentre la Polizia Scientifica lavorava a raccogliere tracce e prove contro i ladri del raid fallito.

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Ieri mattina, all’arrivo al lavoro, la stessa scena. Questa volta però i ladri avevano preso di mira una sola baracchina. Era il chiosco di un cinese: lo avevano devastato a mazzate la notte prima e il commerciante aveva fatto aggiustare facendo mettere un lastrone di cristallo antisfondamento da 450 euro. E ieri mattina la nuova vetrata della porta era già a pezzi.

Modena, raid vandalico contro i chioschi in piazzale I° maggio Cinque baracchine sono state seriamente danneggiate. Una sesta era stata colpita solo una settimana prima e una settima aveva subito un tentativo di effrazione terminato con la serratura danneggiata. Si sentono presi di mira, i commercianti di piazzale I° Maggio dove la notte del 10 gennaio è andata in scena una nuova serie di atti vandalici. Video di Gino Esposito La cronaca


«Ieri ha trovato il vetro rotto – dice il vicino, Abbusaid, bengalese – è venuta la polizia, ha guardato e lui ha fatto cambiare subito il vetro. Ha speso tanti soldi. E ora guarda qui. Ma come è possibile?»

«Cosa ha fatto la polizia questa notte?», chiede un altro commerciante. «Qui non passa nessuno», dice una giovane cinese mentre un anziano connazionale si infuria. «Qui non passa nessuno! Siamo soli!»

«Non vogliamo più i vetri – dice Ryahn, un giovane bengalese – ditelo al Comune. Loro ci obbligano a metterli nelle porte dei chioschi. Noi non possiamo continuamente pagare i vetri rotti. Vogliamo qualcosa che ci protegga, qualcosa di robusto. Il Comune ci deve permettere di mettere un pezzo di ferro come il resto della baracchina».

Come lui la pensano in tanti, in quel gruppo di chioschi al bordo di una grande piazza vuota con qualche bus sullo sfondo.

Anche Mirella Cavallini, storica commerciante dei chioschi, ha abbandonato ogni ragionevole riserva: «Tramite Confesercenti abbiamo chiesto un incontro urgente al Comune. Non è possibile che ci sfrattino come un corpo estraneo. Siamo abbandonati».

Mirella mostra la sua porta nuova. Ha appena pagato il vetro dopo il raid dell’altra notte: le è costato 620 euro. Nessuno è assicurato: costa troppo. «Qui siamo fuori dal centro. Per noi non valgono le deroghe dei negozianti del centro. Oltretutto nessuno viene qui a controllare». Non ci sono passaggi frequenti delle pattuglie, si lamentano. Chiunque può passare qui e far danni. Per i chioscai di piazza Primo Maggio sono costi altissimi. Non guadagnano una fortuna in quel luogo: il passaggio è fiacco, soprattutto nel fine settimana. Per questo la rabbia dei negozianti cresce col loro senso d’impotenza. «Qualcuno prenda una decisione e ci venga incontro. Abbiamo bisogno di sicurezza, qualcuno ci aiuti. Siamo stanchi di trovarci in una terra di nessuno».
 

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