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Modena. Poste nel caos, le lettere non arrivano

Chili di corrispondenza fermi allo smistamento, tanti modenesi devono ancora ricevere documenti per pagare tasse e Tari

MODENA. Cercasi postino disperatamente. In diverse zone della provincia, tra cui Modena, c'è carenza di portalettere e, da prima di Natale, la posta arriva a singhiozzo. La consegna viene effettuata a macchia di leopardo per la mancanza di personale mentre lettere, giornali, bollette giacciono sotto i tavoli nella sede di Poste Italiane di via delle Nazioni.

Oltre alla solita carenza di organico, che si è fatta sentire specialmente durante le feste natalizie, l'azienda ha “costretto” alcuni portalettere a smaltire le ferie arretrate entro dicembre 2017 (c'è anche da dire che si sono registrate diverse malattie). Qualcosa di strano però è successo e qualcuno sembrava di aver preso un abbaglio: il giorno della Befana diversi utenti, invece di incontrare la simpatica vecchietta con il sacco pieno di regali, hanno incrociato gli addetti al recapito consegnare la posta il giorno dell'Epifania (cosa che, sembra, sarebbe accaduta anche nella ricorrenza dell'Immacolata). Insomma, c'è gente che sta ancora aspettando lettere delle varie tasse che andavano pagate entro il 15 o il 31 dicembre 2017, come ad esempio la Tari. Purtroppo, la colpa non è dei postini che sono costretti a turni massacranti, sforando anche l'orario di lavoro, per non farsi seppellire dalla quantità di posta che giace sotto i tavoli. «C'è anche anche chi va al lavoro un'ora prima per preparare “la gita” e non sa quando rientra – spiega il segretario provinciale della UilPost Luciano Lugli – È da tempo che stiamo lottando contro la nuova organizzazione del lavoro che prevede la consegna a giorni alterni. A Modena e Provincia questo sistema non funziona e sta creando moltissimi problemi. I portalettere sono costretti ad uscire, oltre che con l'enorme volume di corrispondenza, con 70/80 raccomandate al giorno o abbinare la zona del collega assente. Siamo stati i primi in a sperimentare questo sistema ma in mezza Italia non è mai decollato. Non è Modena che va male ma è t Emilia Romagnautta l'organizzazione». C'è anche chi accusa Poste Italiane di non aver sostituito il personale andato in pensione impiegando i soliti trimestrali. Questi lavoratori, che non conoscono bene le zone, sono mandati allo sbaraglio con tanta posta da consegnare. «Però, essendo dei precari, subiscono la situazione perché hanno paura di non essere riconfermati», sottolinea un postino a tempo indeterminato. Il problema investe, oltre che Modena, anche altre località della Provincia come Nonantola, Mirandola, Bomporto, Concordia, Campogalliano, solo per citarne alcune. Giulia Gibertoni (M5S), vista la gravità attuale, con una interrogazione chiede di convocare un tavolo di monitoraggio con Anci (Associazione nazionale comuni italiani) Emilia-Romagna e i rappresentanti di Poste Italiane per una riorganizzazione

dei servizi postali. E c'è anche chi sta contattando le varie associazioni di consumatori per tutelare i propri diritti, visto che Poste Italiane è un servizio a pagamento. Intanto, da noi va di moda una vecchia canzone... “aspettar una lettera che ormai non arriva...”.
 

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