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Forza Italia, elezioni calde «Siamo alla resa dei conti»

Il partito di Berlusconi in provincia continua ad essere diviso sulle candidature Benatti: «Nessun confronto, nessuna proposta. Non faccio nemmeno la tessera»

Se la crisi tocca il Pd, dove il partito è tutt’altro che unito - come si è capito anche da una intervista pubblicata ieri a Stefania Gasparini, presidente della direzione provinciale del Pd e assessore all’istruzione a Carpi - in questa lunga vigilia elettorale che porterà alla compilazione delle liste entro il 29 gennaio non risparmia nemmeno Forza Italia. E le parole di Roberto Benatti, consigliere comunale a Carpi e consigliere provinciale del partito di Berlusconi, sono chiare e hanno diversi obiettivi. Primo tra tutti, certamente, quello di aprire un dibattito.

Consigliere Benatti, a che punto la discussione dentro Forza Italia?

«Ecco, ha detto bene... La discussione. Perché lei ha sentito qualcuno discutere?».

Ce lo dica lei?

«No, nessuno discute, nessuno dice niente, nessuno programma, nessuno mette in fila le cose».

Non c’è nessun percorso in atto per arrivare alla compilazione delle liste?

«Io dei percorsi non ne ho visti. Il Pd giustamente convoca direzioni e organi competenti, da noi nemmeno l’ombra».

Ma lo statuto di Forza Italia cosa dice?

«Che le candidature vengono ratificate a Roma ma dopo una chiara indicazione da parte dei territori».

E invece?

«Il concetto è stato declinato dicendo “mandateci i curricula” che poi valutiamo».

Lei cosa si aspetta?

«Certamente nomi catapultati dal nazionale, così come era già successo in passato per la Brambilla. Ma anche nomi locali promossi secondo logiche che non conosco».

Le conoscerà il coordinatore provinciale Piergiulio Giacobazzi.

«Spetta a lui condividere, e invece fino ad ora non ha condiviso nulla. Forse è meglio che parliamo se vogliamo arrivare alla compilazione delle liste».

Chi ne dovrebbe parlare?

«Direi che gli eletti di Forza Italia dovrebbero avere voce in capitolo. Non tanto per il sottoscritto, ma penso a Galli, Morandi, Severi, Nocetti, tutta gente che da vent’anni fa politica per questo partito».

I nomi che si sentono per le liste, però, sono altri.

«Lei li conosce?».

Lo abbiamo scritto: Valentina Mazzacurati, ad esempio.

«Vorrei capire da dove nasce questa candidatura e su quali logiche. Così come mi aspetto che spunti la candidatura di Enrico Aimi, che certamente ci proverà ad andare in Parlamento».

Non le piacciono queste investiture?

«Non è che non mi piacciono, non c’è una logica, che invece dovrebbe essere condivisa. O pensa che ad andare al 29 gennaio ci sia ancora molto tempo per le chiacchiere?».

Dica lei cosa pensa di Forza Italia oggi.

«È un partito in grande confusione, direi piuttosto dilaniato, che in provincia è arrivato alla resa dei conti. Noi che siamo i più vecchi siamo fuori dai giochi».

In che senso?

«Visto l’andazzo non ho nemmeno rifatto la tessera. Me lo devono motivare, visto come è condotto oggi il partito a livello locale, perché dovrei fare la tessera?».

Non lo chieda a noi. Piuttosto, che prospettive potrà avere a Modena la coalizione di centrodestra?

«Buone. Modena città la vedo poco contendibile salvo prodezze di Liberi e Uguali, ma nella Bassa si potrebbero raggiungere risultati lusinghieri. Certamente Forza Italia rischia di non essere protagonista, come è già accaduto in un recente passato. Il centrodestra vince, ma per noi solo ruoli risicati tipo l’elezione di un solo consigliere a Vignola».

E dire che il centrodestra perderà anche una figura storica come Carlo Giovanardi, che ha detto pubblicamente che non si ricandiderà.

«Ci crederò
quando non vedrò il suo nome scritto da nessuna parte il 5 marzo».

Quindi, cosa chiede alla sua Forza Italia?

«Il coraggio del confronto. Una bella assemblea pubblica, poi andare alla compilazione delle liste e vedere cosa nasce. Ma non sono ottimista».



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