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La nuova avventura del giudice-detective Massimo Angeli

La nuova avventura del giudice-detective Massimo Angeli

“Mi saluti la sua signora” è il romanzo di Angelo Martinelli magistrato modenese e scrittore. Storia noir che cattura

MODENA, Un prete che non è un prete per un ritiro che ha poco di spirituale e che in realtà maschera manovre losche e spostamenti di capitali per ricatti, al confine con la Svizzera. Il tutto per andare a trovare una compagna di classe ricoverata in una clinica specializzata in Svizzera.

È questa la trama di “Mi saluti la sua signora” (Bastogi, 120 pagine,10 euro), l'ultimo libro di Angelo Martinelli, che si muove in atmosfere noir, mettendo insieme in un racconto incalzante i pezzi di un Italia sgangherata che ritiene normale, nel senso comune, comportamenti che nei codici sarebbero reati.

L'autore, 63 anni, giudice modenese in servizio alla Corte d'Appello di Roma, è arrivato ormai al settimo libro in cui il protagonista è, neanche a dirlo, un uomo di legge, Massimo Angeli. Un personaggio irriverente, metodico, disincantato e che pratica il contraddittorio come mezzo per esplorare il mondo. In pratica l'alter ego dell'autore, magistrato prestato alla giustizia tributaria nazionale dopo un esordio come pretore nelle Alpi lombarde e un lungo periodo come magistrato di sorveglianza al carcere di Modena.

L'eroe con la voce narrante è sempre quella di Massimo Angeli, un po' detective e un po' uomo di legge, metodicamente dubbioso, dissacratorio anche di fronte a potenti o prepotenti. Attorno a lui girano i personaggi dei suoi racconti, pescati non a caso tra le vicende giudiziarie in cui l'autore si trovato testimone. “Lo ammetto, la realtà è sempre più ricca di avvenimenti e personaggi bizzarri di quanti ne possa immaginare uno scrittore”: così, parafrasando Shakespeare, Martinelli sottoscrive il suo pedaggio alla quotidianità, alle contraddizioni continue tra una società ideale, ordinata dai codici, e il caos di scappatoie legali in cui i più spudorati galleggiano beatamente. Critica sociale? Un Maigret travestito da giudice? Un'alternativa all'avvocato Guerrieri di un altro e più famoso magistrato come Gianrico Carofiglio? “Lui ha lasciato le sentenze per i libri – dice a bassa voce Martinelli, che odia la mondanità come la peste – ma io non ho intenzione di farmi etichettare come giudice scrittore. Le storie che racconto sono quelle che conosco, che filtro con la fantasia e che metto per iscritto nei ritagli di tempo, nel pendolarismo settimanale tra Modena e Roma, oppure a tarda sera, quando finiscono udienze e sentenze”.

Come i giallisti di grande caratura, Martinelli non lascia scoprire il finale, i colpevoli e le soluzioni se non due, tre pagine prima della fine del libro. Fulminanti le battute che riassumono in poche parole il carattere di un personaggio. “Chi è cornuto a 20 anni e non piange è senza cuore, chi lo è a 40 e piange è senza testa – dice uno dei protagonisti – Io

ho passato i venti da un pezzo. E spero di non essere stupidissimo”. E ancora: “Senti, che cosa vuoi per toglierti dai coglioni? chiese ad Angeli. Ma con la stessa convinzione di chi scommette sulla vittoria de Sassuolo contro il Real Madrid”. Irresistibile.


 

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