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Rubrica "Fuori Classe" / "Sequenza sismica": la mostra che apre gli occhi sul tema dei terremoti

Una delle immagini della mostra

Fino al 4 febbraio all'ex Manifattura Tabacchi il racconto della terra che trema nelle immagini di fotografi internazionali

MODENA. La mostra fotografica “Sequenza Sismica”, visibile gratuitamente fino al 4 febbraio 2018 presso l'Ex Manifattura Tabacchi di Modena, rappresenta i momenti di paura e terrore che hanno vissuto le popolazioni terremotate. Il tema ci è molto vicino, perciò non è difficile restare catturati dalle immagini che vengono proposte, non solo attraverso le fotografie di Alicja Dobrucka (Polonia), Hallgerður Hallgrímsdóttir (Islanda), Naoki Ishikawa (Giappone), Tomoko Kikuchi (Giappone), Eleonor ...

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MODENA. La mostra fotografica “Sequenza Sismica”, visibile gratuitamente fino al 4 febbraio 2018 presso l'Ex Manifattura Tabacchi di Modena, rappresenta i momenti di paura e terrore che hanno vissuto le popolazioni terremotate. Il tema ci è molto vicino, perciò non è difficile restare catturati dalle immagini che vengono proposte, non solo attraverso le fotografie di Alicja Dobrucka (Polonia), Hallgerður Hallgrímsdóttir (Islanda), Naoki Ishikawa (Giappone), Tomoko Kikuchi (Giappone), Eleonora Quadri (Italia), Olivier Richon (Svizzera/Regno Unito), Valentina Sommariva (Italia) , ma anche attraverso il video realizzato da Daniele Ferrero e Roberto Rabitti e alla selezione di fotografie storiche curata da Chiara Dall'Olio.

Rubrica Fuori Classe / Un viaggio nella mostra "Sequenza sismica"

Oltre agli scatti delle zone di Amatrice, L'Aquila e Finale Emilia, i sette fotografi internazionali si sono occupati anche di luoghi molto lontani da noi come, ad esempio, il Giappone, un territorio particolarmente soggetto a scosse talmente forti difficili anche solo da immaginare. In questo modo i fotografi sono riusciti ad accomunare diversi eventi sismici del mondo in un solo grande punto di vista globale. Ciò che si è voluto rappresentare con la mostra è l'immensa potenza della natura che, iraconda, sembra vendicarsi dell'uomo, sradicando e dissolvendo tutto ciò che lo circonda.

La mostra vuole essere un modo per far pensare lo spettatore. Più precisamente è in grado di farci riflettere su domande come “È possibile che l'uomo, così potente e inarrestabile, venga soggiogato dalla natura?”. La risposta è certamente sì e i fotografi lo hanno dimostrato in un modo assai brutale ma che allo stesso tempo è in grado di farci comprendere quanto l'uomo sia infinitamente inferiore rispetto alla forza suprema del creato.

Un altro punto su cui la mostra fa riflettere è il futuro di tutte quelle persone che si sono ritrovate nel bel mezzo del nulla assoluto. Senza niente e nessuno, senza più certezze. Da dove possono ricominciare? Come si può dare forza in una situazione del genere? Ed è proprio per questo che l'invito a spendere parte del vostro tempo per vedere la mostra nasce spontaneo. Osservare le fotografie, alcune a colori e altre in bianco e nero, vi permetterà di immergervi nei paesaggi distrutti dal terremoto più o meno potente, immedesimarvi in coloro che hanno perso tutto e porvi la stessa domanda che ha risuonato nelle loro menti per mesi: “E ora cosa faccio?”.

*studentesse del liceo Muratori-San Carlo