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pavullo. tragedia alla gold art 

Operaio morto, nessun guasto meccanico

PAVULLO. È stata un macigno alla Gold Art-Energie Ker di Pavullo la notizia della morte (lunedì sera a Baggiovara) di Puiu Pandele, l’operaio 50enne di origine rumena coinvolto venerdì mattina in un...

PAVULLO. È stata un macigno alla Gold Art-Energie Ker di Pavullo la notizia della morte (lunedì sera a Baggiovara) di Puiu Pandele, l’operaio 50enne di origine rumena coinvolto venerdì mattina in un drammatico incidente nel cantiere di ampliamento. Le sue condizioni erano apparse subito gravissime, ma fino all'ultimo si è sperato in un miracolo.

«Siamo costernati - sottolinea la direzione - e ci uniamo al dolore della famiglia. Per quanto confortati dal fatto che non siano emerse responsabilità a nostro carico, queste sono cose lasciano il segno. Si lavora peggio in questi giorni, quel che è successo ha segnato tutti, direzione e operai».

Lo sconcerto deriva anche dalla dinamica assurda della tragedia, a cui non si riesce a dare un perché, anche alla luce dei rilievi della Medicina del lavoro. Pandele era a sei metri d’altezza su un cestello elevatore, impegnato a posizionare la rete funzionale alla sicurezza degli operai che avrebbero poi montato la copertura sul capannone. All’improvviso ha fatto fare al cestello un movimento all’insù (non sul retro) che l’ha schiacciato contro la trave che aveva sopra. Un urto tremendo che ha colpito testa e tronco (compromettendo le funzioni vitali del cuore) lasciandolo esanime senza nemmeno un grido. Tanto che i colleghi, che si trovavano distanti in quel momento (il cantiere è molto ampio), quando l’hanno visto all’inizio hanno pensato che si fosse appisolato. Visto che non rispondeva alle chiamate, si sono avvicinati e hanno scoperto la drammatica verità. Pandele si era stabilito a Salizzole, nel veronese, nel 2013, ed è descritto come un gran lavoratore dai vicini. Si dava da fare per mantenere la famiglia rimasta in patria, con due figli. Le ipotesi sono o che sia stata una fatale disattenzione (ma inspiegabile per uno della sua esperienza) o che un malore l’abbia portato a premere inavvertitamente il bottone per l’innalzamento del cestello. Che era perfettamente funzionante, come ha riscontrato lunedì la Medicina del Lavoro, disponendole il dissequestro in accordo con la Procura, senza nessuna restrizione per il cantiere: l’accaduto è ricondotto a mera responsabilità personale. Ma rilancia gli appelli per la sicurezza. Il sindacato ceramisti Filctem/Cgil di Modena e la Rsu Gold Art, nell’esprimere cordoglio e vicinanza alla famiglia, sottolineano che «tragici eventi come questo non possono e non devono essere derubricati come mere fatalità. Gli infortuni sul lavoro possono e devono essere evitati in presenza di una corretta informazione, di una formazione adeguata ai lavoratori, di una reale applicazione delle misure di prevenzione».


«Non è accettabile che nel 2018 si muoia ancora sul lavoro - nota la Femca Cisl Emilia Centrale - è necessario tradurre quotidianamente in comportamenti organizzativi la prevenzione e la sicurezza, che devono essere prioritarie nella cultura del lavoro di tutti». (dm)

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