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Paratie sul Secchia e gli argini più alti

Il fiume sorvegliato speciale: verranno rialzate le sponde sino a un metro, svuotati i sedimenti e risagomati gli alvei

CAMPOGALLIANO. È il Secchia il sorvegliato speciale che, in coincidenza con i colossali lavori per costruire la bretella da Modena a Sassuolo, diventerà un concentrato di cantieri con pochi precedenti in Italia.

L’elenco delle opere a cui sarà interessato per 31 milioni di euro, in aggiunta a una parte di altri 25 milioni per lavori già completati o in corso, prevede a Campogalliano un’apertura nella cassa d’espansione per realizzare delle gigantesche paratie, in modo da regolare in maniera costante il flusso delle acque adeguandole alla portata dell’alveo. E poi ancora sono previsti, anche per il Panaro, adeguamenti in altezza degli argini che sui due fiumi potranno significare anche il rialzo di un metro oltre che l’allargamento della base del manufatto per garantire una tenuta migliore in caso di piena.

Sono questi alcuni degli interventi presentati ieri nella sede della Provincia a una platea composta dai sindaci modenesi. A fare gli onori di casa Muzzarelli, per l’occasione nella veste di presidente dell’ente e Paola Gazzolo nel ruolo di raccordo istituzionale tra gli oltre 100 milioni in arrivo per i lavori sui corsi d’acqua modenesi.

Un incontro a porte chiuse, riservato ai primi cittadini, dove non sono mancate le domande sui ritardi e soprattutto sui mancati interventi che hanno portato a una costante situazione di rischio per gli abitanti interessati alle zone delle alluvioni. L’assessore Gazzolo ha saltato l’analisi sulle inadempienze del passato per concentrarsi sull’elenco dei lavori da eseguire.

In totale, nella tabella di marcia prospettata anche da Ivano Galvani per conto di Aipo (Agenzia Interregionale del fiume Po) ai 31 milioni stanziati per il Secchia Vanno affiancati i 20 per il Panaro, più altri 18 solamente per i lavori sulla cassa d’espansione, dove sarà necessario realizzare - nei fatti - un nuovo alveo a valle e a monte della bretella che oggi dovrebbe limitare lo scorrimento delle acque.

Ma l’alluvione di tre anni fa ha reso evidente a tutti l’inerzia e lo stato d’abbandono di quel manufatto e delle opere collegate. Gli invasi negli anni si sono riempiti di fango sul letto del fiume e di tronchi e altri residue nella parte alta, portando le capacità di contenimento delle piene a quelle di un catino. Una diminuzione che rende indispensabile rifare tutto da capo, lascando il cuore di un’opera pubblica realizzata oltre trent’anni fa e che da tempo non serve più gli scopi per cui è stata ciostruita- La marcia in più nei lavori, come testimonia anche l’enorme cifra stanziata, è quella relativa alle paratìe, una specie di gigantesche serrande che permetteranno di regolare le acque in maniera simile a quelle realizzate sul Panaro.

Opere idrauliche dai grandi costi dunque e di scarsa risonanza pubblicitaria, ma che sono terribilmente utili per i territori che attraversano.

Nessuno ufficialmente ha picchiato i pugni sul tavolo per chiedere la fine delle piene, ma il rifacimento degli argini dà conto del cambio di rotta. Del resto anche le montagne di fango accumulate sinora verso i ponti dovranno essere rimossi, secondo un apposito ‘Piano di rimozione dei sedimenti’ che sicuramente vedrà una ripresa delle attività di escavazione di ghiaie a pieno ritmo.

La tempestività con cui questi lavori procederanno appaiati assieme ai cantieri della nuova bretella sino alla capitale della ceramica garantirà forti profitti con una linea di lavorazione a km zero tra i materiali prelevati e quelli riutilizzati sul posto per realizzare le opere di difesa idraulica. Del resto nei quasi 200 milioni echeggiati nel corso del dibattito, è emersa la consapevolezza che non è più possibile spendere più di 14 milioni per risarcire i danni alle imprese colpite e più di 22 per quelli delle case negli otto comuni colpiti dall’alluvione del 2014. Meglio la prevenzione, è stato ripetuto:
sarà la volta buona. Forse ha pesato nella scelta dei finaziamenti, oltre a garantire i cantieri della superstrada, anche il timore di ritrovarsi con i comitati dei cittadini sulla scheda elettorale. Intanto sono stati promessi nei prossimi mesi 50 milioni sui due fiumi. Poi si vedrà.

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