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Bastiglia: il sacrificio di Oberdan ricordato per sempre con una lapide

A quattro anni dall’alluvione che ha devastato il paese scoperta una lapide «Ha donato la vita per salvare i cittadini». Il fratello: «Sarebbe orgoglioso di voi»

Bastiglia: una targa per ricordare il sacrificio di Oberdan Salvioli Le immagini della cerimonia per l'inaugurazione della lapide per ricordare il sacrificio di Oberdan Salvioli con la scritta "Tangibile esempio di coraggio e generosità per soccorrere i cittadini e sottrarli alle acque dell'alluvione" Video Diego Poluzzi

BASTIGLIA. “Ad Oberdan Salvioli, tangibile esempio di coraggio e generosità. Sacrificando la propria vita per soccorrere i concittadini e sottrarli dalle acque dell’alluvione”. Queste le parole incise sulla lapide in onore di Oberdan Salvioli, vittima dell’alluvione di quattro anni fa che ha creato innumerevoli danni, inaugurata ieri alle 17,30 in piazza Repubblica a Bastiglia.

Parole che ben esprimono quanto sia importante ricordare e celebrare con affetto chi ha pagato con la vita la voglia di esserci ed aiutare gli altri in quei terribili momenti di bisogno.

«Grazie a voi che siete qui. E grazie di esserci stati in questi anni: la vostra vicinanza l’ho sempre sentita anche attraverso i social. Mio fratello sarebbe davvero orgoglioso di voi», ha detto Massimiliano Salvioli, fratello di Oberdan, rivolgendosi ai numerosi cittadini presenti che si sono stretti a lui in un abbraccio sentito e commovente.



«Il messaggio inciso sulla lapide ben esprime il dramma di quei giorni - ha puntualizzato - sulla destra è raffigurato il viso di mio fratello e sullo sfondo l’immagine di Bastiglia alluvionata affinché quanto accaduto non venga mai dimenticato».

La lapide, sorretta da un piedistallo in ferro, è stata realizzata dal bastigliese Valseno Monari. «È stato un immenso piacere occuparmi della realizzazione di quest’opera - ha spiegato l’artigiano - il piedistallo che la sorregge è a forma di onda come simbolo di quell’onda travolgente che, nel gennaio del 2014, è passata di qua lasciando segni indelebili su di noi e sul nostro territorio».

Un ricordo di Salvioli da amica, ancor prima che da sindaco, quello tratteggiato da Francesca Silvestri. «Oberdan era un mio amico - ha detto commossa - veniva con me all’asilo e ha accompagnato tanti momenti della vita di tutti noi. In modo particolare me lo ricordo ad un corso di nuoto che abbiamo frequentato insieme da bambini: lui non stava mai fermo, continuava a saltare fuori e dentro l’acqua e una volta fu sgridato dall’istruttore proprio per questa sua esuberanza. Ma Oberdan era così: aveva sempre voglia di fare. E anche quel terribile giorno di quattro anni fa, quando perse la vita, era qui con noi per darci una mano, per aiutare chi aveva bisogno: questa lapide vuole essere un modo per ricordarlo e rendere onore al suo sacrificio. Grazie a tutti voi e anche ai volontari della protezione civile di Bastiglia presenti oggi, per quello che hanno fatto durante l’alluvione e durante l’ultima piena del Secchia».

Dopo la benedizione di don Mario la cerimonia si è conclusa con l’esecuzione de “Il Silenzio”, suonato alla tromba da Andrea Tarabusi, amico della famiglia Salvioli e di Oberdan. Prima della messa in suo onore, officiata alle 18,30 in chiesa.
 

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