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Gorrieri: «Insieme per una sinistra nuova»

Il figlio di Ermanno Gorrieri guida la lista alleata del Pd che unisce i prodiani, i socialisti e i Verdi

Al centro, come dice il nome della lista, c’è l’unità, anche perché, come sostiene Claudio Gorrieri, «siamo riusciti a battere la destra solo quando siamo stati veramente uniti». Sarà il figlio di Ermanno Gorrieri, il 64enne consulente aziendale Claudio, il capolista di “Insieme” - la lista che unisce i prodiani di Giulio Santagata (che sarà candidato, ma non a Modena), i socialisti di Riccardo Nencini e i verdi di Angelo Bonelli - per il collegio elettorale Emilia 2 alla Camera, che unisce Modena e Ferrara, in vista delle elezioni del 4 marzo. Alleata del Pd, la lista schiererà altri due modenesi, anche se la rosa sarà chiusa nei prossimi giorni: si tratta di Graziella Giovannini, segretaria modenese del Partito socialista, e di Andrea Artioli, segretario dei Verdi. A lanciare la sfida a M5S e centrodestra è Gorrieri: «Siamo diversi dal Partito democratico perché abbiamo storie diverse - spiega - e allo stesso tempo siamo convinti che il centrosinistra sia molto più ampio del Pd. Non ho mai svolto attività politica - incalza Gorrieri - ma oggi ho deciso di impegnarmi perché voglio partecipare alla ricostruzione della sinistra dopo anni di errori». E se Gorrieri riserva una stoccata agli avversari di Liberi e Uguali - «sono scandalizzato da quello che sento dire sull’abolizione delle tasse universitarie» - la segretaria del Psi Giovannini punta «sull’ala laica e riformista della coalizione di centrosinistra, che si oppone al populismo di Salvini e Berlusconi, alle forze neofasciste a cui fa l’occhiolino la Meloni e a un Movimento 5 Stelle che rischia di portare al governo forze populiste e incompetenti». Le parole d’ordine sono dunque «diritti civili, laicità - continua Giovannini - sostegno alla formazione dei giovani e lavoro. Allo stesso tempo, dobbiamo recuperare voti e consensi per un centrosinistra di governo». Per i Verdi, Andrea Artioli ricorda che «bisogna puntare sulla prevenzione e sul rafforzamento del sistema idrogeologico, perché non vogliamo più che si scoprano lapidi come quella per Oberdan Salvioli», morto nel 2014

nell’alluvione di Bastiglia. «Vogliamo fermare una destra xenofoba - chiude Artioli - e puntare con forza sull’Europa, che è un condominio in cui ognuno deve fare la sua parte, perché se c’è un problema all’ingresso, tutti gli inquilini devono fare qualcosa per risolverlo». (l.g.)

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